Un altro diritto violato

Pubblicato: 7 luglio 2010 in Attualità

Il punto non è il sangue sul volto di acuni aquilani o sulle magliette mostrate alle telecamere di quotidiani e televisioni affichè più gente possibile sappia cosa è successo a Roma oggi.
Il punto vero è che la violenza è solo conseguenza di un’azione ben più grave e ben meno democratica delle manganellate. Sia chiaro sin dal principio: non è che provi ammirazione verso quei poliziotti o carabinieri che hanno caricato sulla folla. Il fatto è la violenza perpetuata è frutto di un ordine e di una mancata esecuzione dell’ordine stesso: il non potersi avvicinare a Montecitorio o a Palazzo Grazioli.
Questo è il reale problema. Si è negato al cittadino la possibilità di manifestare liberamente e pacificamente come afferma la Costituzione per dissentire provvedimenti del governo tutt’altro che accettabili, in quanto mancanti di serie proposte risolutive per la questione post-terremoto in Abruzzo.

Se fino a questo momento nei post di questo blog è comparsa la scritta “dittatura morbida”, come la definisce Bocca, adesso siamo andati oltre.
E ripeto, non tanto per le manganellate che sono certo da condannare vigorosamente come ha promesso Maroni. Ma sopratutto per aver negato un altro diritto al cittadino italiano: il diritto ad esprimere la propria opinione davanti ad una sede rappresentativa di uno Stato, che continua a definirsi almeno sulla Carta, democratico.

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