Pregate per lui

Pubblicato: 12 luglio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Molti dei suoi iniziano a perder colpi.
I fianiani stanno per abbandonarlo.
I leghisti minacciano elezioni anticipate.
I casinisti (Udc) non è detto che entrino alla sua corte.

Non è una favola, ma una triste realtà. Una realtà che attanaglia, disturba e rattrista il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi centocinquanta anni di storia italiana. Una realtà che lo rende scuro in viso, preoccupato per le sorti del suo quarto governo che ha preso una brutta discesa la cui pendenza sembra aumentare pian piano con il passare del tempo.
Già, Berlusconi inizia a perder colpi. E se lo dicono anche a “Il Giornale”, quotidiano-tifoseria del governo in carica, allora possiamo stare sicuro che è vero. Colpi secchi, ben assestati a seguito di scelte politiche discutibili non in linea con il suo volere.
Verdini che si fa “sgamare” in una nuova loggia massonica intento, prima di Vespa, a cenare con i suoi più cari colleghi per cercare di risolvere qualche problemuccio che coinvolge il premier.
Fini che fa il birbantello perchè su determinati emendamenti al ddl intercettazioni non desidera critiche. Sanzioni minori agli editori e meno scartoffie da compilare per chiedere la proroga delle intercettazioni ogni settandadue ore dopo i settantacinque giorni, non sono oggetto di rifiuto. Se ne può discutere ma devono essere approvati.
A Fini poi, si aggiunge Bocchino che beffa Verdini riguardo alcuni suoi verbali; poi Granata, che addirittura scrive su un blog ospitato sul dominio “ilfattoquotidiano.it”, blog parecchio critico nei confronti del Pdl tutto e dominio riferito all’omonimo giornale in cui scrivono i mandanti morali dell’attentato al Premier da parte dell’inferme Tartaglia.
In tutto ciò si uniscono i leghisti, all’unisono contro l’apertura a Casini. La motivazione è che se Casini si avvicinasse al governo (dietro formale caduta, sottolinea Pier) il federalismo subirebbe forse una decelarata tale da essere attuato troppo tardi. E allora sembra sentire il grido del Che: “O Lega o morte”. Del governo si intende.
Non bastasse, il poeta Bondi, consapevole delle sue doti oratorie, interviene nell’intervista di Repubblica per raffreddare gli animi di Bossi & co. ripetendo che “Pdl e Udc fanno parte allo stesso titolo del Ppe e perciò, anche al di là di una comune ispirazione moderata, condividono gli stessi valori di fondo e gli stessi programmi (Repubblica.it)”. Ma il Pdl condivide un nucleo di valori con la Lega, quindi per la proprietà transitiva…

Ma con tutto questo trambusto, unito alle critiche per una strana manovra finanziaria che danneggia le regioni, i continui attacchi alla stampa, Bertolaso e Cosentino e Dell’Utri ecc ecc., come si fa a governare?
Poveretto. Mettetevi nei suoi panni per una volta.
E pregate per lui affinchè si goda i suoi miliardi piuttosto che autodistruggersi a causa del suo stesso governo.

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