Chissà che questo governo cada..

Pubblicato: 30 luglio 2010 in Attualità, Riflessioni personali

La recita nel teatrino del Parlmento è finita. Il coraggio ha vinto sulla timidezza. E così, dopo l’ennesimo attacco dei belusconiani ai finiani, questi ultimi hanno pensato bene di farsi da parte e di lasciare il Pdl costituendo un gruppo autonomo alla Camera e al Senato chiamato “Futuro e libertà per l’Italia”, un nome altisonante che sembrerebbe più il cocktail di più nomi messi assieme: “Alleanza per l’Italia”, “Farefuturo” e “Popolo della libertà”.
Insomma, sembra qualcosa che richiami un ammasso indefinito di valori che non si è ancora capito con estrema chiarezza quali siano e che, se saranno concordi a quelli dell’attuale governo, permetteranno al Pdl rimasto di proseguire le proprie azioni. In caso contrario di arrestarsi.
Perche 33 deputati e 10 senatori che lasciano il Pdl di Berlusconi per entrare nel nuovo partito son tanti. E non si esclude, secondo qualche celebre analista politico il ritorno possibile ad un “Ribaltone”, come quello del ’94, che permise al primo governo berlusconiano di durare solo 6 mesi. Naturalmente questa è un’ipotesi che difficilmente ascolteremo nei Tg di Minzolini o Fede, ma che comunque deve essere valutata e tenuta in conto.

Un rapporto tra Fini e Berlusconi che dura da troppo tempo: circa sedici anni, caratterizzati da amore ed odio reciproco e da altrettanti armistizi politici in grado di calmare gli animi in attesa di una nuova strategia politica vincente. Un’altalena particolare che oscillava con una frequenza particolarmente alta ma che sembrava aver trovato la fine nel momento in cui si è formato il Pdl.
Me lo ricordo ancora quel congresso. Un congresso in cui Fini non fece nemmeno una volta il nome di Almirante, il padre dell’Msi da cui An proveniva. Cosa da niente secondo alcuni. Una svita madornale secondo altri. La mancanza di riconoscenza nei confronti di Almirante concretizzata attraverso una banale parola forse avrebbe significato qualcosa in più. Come prevedevano invece in pochi, Fini sarebbe sceso a compromessi con Berlusconi per accaparrarsi qualche voto in più e qualche posto in Parlamento. E così è stato. Il guaio è che è diventato Presidente della Camera, ruolo che non gli permette di fare “politica”, nel senso più concreto del termine e di non riuscire ad imporre la sua linea politica non senza sforzo. Qualcuno ricorda quando Fini propose il voto agli immigrati regolari? La LEga scambio la proposta per un atto assurdo e irrazionale e Berlusconi, sapendo cosa sarebbe potuto succedere, appoggiò la Lega nella sua decisione. Così come il federalismi fiscale, il pacchetto sicurezza…il tutto mentre Fini guardava ma, forse, covava rivalsa nei confronti di uno che scambiava il suo potere per “monarchia assoluta” (famossismo fuorionda).

Che Fini sia fuori dal Pdl è un bene. Staremo solo a vedere come si comporterà adesso quando interrogato sulla condotta morale dei suoi ex colleghi. E chissà che questo governo cada..

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