L’aquilone come mezzo di produzione di energia

Pubblicato: 18 agosto 2010 in Articoli Ventonuovo.eu

Tra le fonti di energia alternativa che rappresentano una valida soluzione all’eterno problema del fabbisogno energetico, è presente quella eolica. Cioè quell’energia che proviene direttamente dal vento, trasformata opportunamente in energia elettrica.
Prima di tutto, si definisce “vento” lo spostamento di una massa d’aria tra due punti a causa della differenza di pressione esistente tra essi. Questo movimento viene quindi “captato” dalle attuali pale eoliche (che possono avere anche forma diversa da quella standard che conosciamo) che iniziano a muoversi favorendo la rotazione di una turbina e la corrispondente trasformazione dell’energia meccanica appena prodotta in energia elettrica.
Uno degli svantaggi di queste strutture va ricercato nel fatto che la velocità del vento alle altezze cui sono montate le pale, risulta essere molto più bassa di quella che si denota salendo sempre più verso l’alto. Si è stimato infatti che intorno ai 2000 metri il vento ha una velocità di circa 36 km/h, molto maggiore di quella presente intorno agli 80 metri, attuale altezze delle torri. Si potrebbe pensare allora di costruire strutture più alte; ma ci si rende subito conto che esse non possono certo essere alte 2000 metri per ovvi problemi di stabilità.

Allora, in provincia di Asti, un ingegnere si è messo all’opera. Usando un motore “Kytegen stam”, si è implementato un sistema tale da sfruttare le correnti d’aria a grande altitudine.
Un “aquilone” collegato alla struttura a terra da due funi ad alta resistenza, viene spinto verso l’alto a con una traiettoria ad “8” da due grosse turbine alla base della struttura fino ad un’altezza di 100 metri. Il resto della salita fino a 2000 metri avviene automaticamente. Raggiunta quest’ultima altezza viene tirata solo una delle due funi facendo scendere di quota l’aquilone, per poi subito riportarlo alla quota precedente con analoghi procedimenti. Il tutto simile al funzionamento di uno yo-yo.
Allora, come si produce l’energia? L’aquilone “raccoglie” il vento e trasmette la forza acquisita al motore a terra attraverso le funi presenti!

Far volare l’aquilone è uno dei principali problemi. Il motivo va ricercato nel fatto che esso, durante la salita, incontra raffiche di vento che gli fanno cambiare direzione. Dispositivi elettronici particolari, chiamati accelerometri, posti sull’ala, servono a comunicare in un tempo dell’ordine dei millesimi di secondo con una centrale operativa mediante “onde radio” la quale ha il compito di modificare la traiettoria dell’aquilone nell’ottica di fargli compiere una traiettoria ad 8 come già spiegato in precedenza.

I vantaggi di questo nuovo meccanismo sono visibili a tutti: struttura più piccola e piùl eggera. Minore impatto ambientale a seguito del fatto che la quantità di materiale utilizzato per la costruzione di queste struttura risulta essere minore rispetto a quello indispensabile per una attuale.
A questo si aggiunge che il costo di ogni MegaWatt prodotto è il più basso, confrontato con il prezzo relativo alle altre fonti di energia (centrali a gas incluse).
L’obiettivo: con una base a terra di 1600 metri di diametro si raggiunge la produzione di una centrale nucleare. E l’energia sarebbe solo pulita.

Piccolo grande problema: finanziamenti pubblici che tardano ad arrivare. Nonostante siano passati 5 anni.

Per informazioni più dettagliate, qui .

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