Mirabello, Fini e l’ipocrisia

Pubblicato: 6 settembre 2010 in Riflessioni personali

Tutti aspettavamo il discorso di Fini a Mirabello. Finiani, berlusconiani, leghisti e ogni uomo appartenente a qualsiasi frangia politica di questo Paese, quasi con l’ansia, desiderava ardentemente il momento in cui il Presidente della Camera avesse chiarito una volta per tutte le sue posizioni. Non solo da un punto di vista prettamente politico, quanto, in primis, personale.
E invece, mi spiace davvero dirlo, il discorso, almeno da questo punto di vista è stato un autentico flop.

Il Presidente si è limitato semplicemente a definire “infame” la campagna del quotidiano di Vittorio Feltri il quale l’ha attaccato apertamente facendo delle sue vicende un mese di prime pagine, unicamente perchè coinvolto non era solo Fini ma anche la famiglia dell’ex fondatore di An. Ma c’è un punto in cui questo ragionamento pecca: se Fini, in quanto responsabile del patrimonio di An avesse verificato che la casa a Montecarlo fosse “amministrata” secondo leggi corrette del mercato capitalista, tutto questo non sarebbe successo. Possiamo discutere dei metodi di Feltri del fare giornalismo, ma è indubbio il fatto che ancora oggi, nonostante la Festa del Tricolore, non conosciamo la verità sulla casa in questione. Forse perchè, come dice Sallusti, codirettore del Giornale, non c’è un’altra verità per cui Fini possa sbugiardare il quotidiano in questione. E questa è un’ipotesi seria che deve essere presa in considerazione quando si parla di Fini.
Perchè, sotto la scusa dell’aspettare una sentenza o un’indagine diversa della magistratura, Fini crede di meritare sempre il suo ruolo. E a questo proposito non posso che far notare al lettore un paradosso grande quanto il mondo.
Questo fantomatico “codice etico”, applaudito e sventolato dagli uomini di Mirabello, che sembrerebbe finalmente applicare una netta distinzione tra profilo penale e profilo morale nelle vicende che coinvolgono personaggi celebri della scena politica italiana, non vale per il Presidente Fini?
Se da un lato è necessario, come si è sempre sostenuto in questo blog, che un uomo che ricopre ruoli istituzionali di grande rilievo si dimetta quando implicato in loschi affari, perchè allora tale ragionamento non vale per il Presidente della Camera?
Si intende come questo il garantismo di cui ha parlato abbondantemente ieri? L’aspettare a dimettersi, nonostante dubbi madornali, perchè non c’è una sentenza della magistratura?
Fatti due conti, si comporta esattamente come colui che critica: Berlusconi.
A me pare particolarmente incoerente, infondato e sopratutto ipocrita il discorso di Fini riguardo la sua vicenda personale. Perchè se è pur vero che coinvolge i parenti, si deve dar atto che di mezzo c’è un Presidente della Camera, bravo, come tanti, a far moralismi con estrema eloquenza.

A domani per un commento sulla parte “politica” del discorso, espressione di concetti che dovrebbero essere scontati.

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