Il Grillo provocatore

Pubblicato: 9 settembre 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Che Beppe Grillo fosse un personaggio particolare, lo si sapeva già.
Ricordo come se il fatto fosse successo di recente il momento in cui Grillo volle candidarsi alle elezioni che avrebbero eletto il Segretario del Pd dopo Franceschini. Il punto fu che nel caso fosse stato eletto, si sarebbe dimostrato incoerente con la sua idea di etica visto che conta una condanna definitiva per omicidio colposo. E questo blog fu chiaro e deciso nello scagliarsi contro una decisione del genere. In realtà, in maniera “simpaticamente subdola” ci si accorse che quella di Grillo era solo una provocazione.
Un tentativo non riuscito di mobilitare il Pd, di svegliarlo dal suo abituale torpore, una sorta di schiaffo contro la timidezza di tutti i dirigenti che alla fine si svegliarono e, invocando il proprio Statuto, decisero all’unanimità di non accettare Grillo al di là della sua incoerenza. Quindi un piccolo cambiamento nel Pd si ebbe, eh. Solo che poi, si è tornati a dormire. E con Bersani, beh, le cose non sono proprio cambiate. Anzi, direi che rispetto a Franceschini ci sia stata una regressione.

Parentesi storica a parte, tre anni fa, durante il famoso “V-Day” furono raccolte trecentocinquantamila firme per chiedere al Parlamento (allora c’era Prodi) di interrogarsi e di riflettere su tre leggi di iniziativa popolare proposte dai grillini, ma appoggiate da tantissima gente. Tra queste l’iniziativa “Parlamento Pulito” che avrebbe visto tutti coloro che contano una condanna (definitiva e non)  sulla loro testa, di andare in pensione in maniera coatta, senza essere pagati da tutti i contribuenti italiani. Giustissima proposta. Tanto è che le firme rischiano “la scomparsa” perchè tira aria di crisi in questo governo, tale da poter provocare il ritorno alle urne.
Più volte ci si è interrogati (grillini e non) che fine avessero fatto le firme; Grillo fu anche invitato per discutere di esse in una riunione della Commissione “Affari Costituzionali” (se non erro) ricevendo un nulla di fatto, in quanto, alla fine, nessuna decisione fu presa a causa del fatto che Grillo avesse pronunciato una parola poco consona al clima parlamentare.
Ma Grillo è tenace. Bisogna ammetterlo. Provoca ancora. E così, a Cesena, al “Woodstock 5 Stelle”, anche Schifani è invitato. L’importante è che risponda, qualora accettasse l’invito, che fine abbiano fatto le firme in questione. E se magari il Senato ha intenzione di tenerle in considerazione. Fatto obbligato qualora si discutesse della riforma delle legge elettorale. Ma vista l’attuale situazione, beh, tanto per essere realisti, chissà quale sarà la fine delle firme.

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