L’erasmus in Spagna

Pubblicato: 29 settembre 2010 in Articoli Ventonuovo.eu, Riflessioni personali

Si definisce “Erasmus” il progetto di matrice europea che permette agli studenti delle Università di tutta Europa di studiare in altri Stati membri a patto di conseguire degli esami nel posto scelto che siano attinenti il corso di studio nel Paese di provenienza. Non c’è dubbio che la Spagna sia la nazione più ambita. Credo che un’analisi poco approfondita come quella in questo articolo lasci chiaramente a desiderare e non spieghi in maniera esaustiva tutta la questione; ma è importante che esplichi uno dei principali motivi per cui la regione iberica rappresenta un’ottima destinazione. Il motivo va ricercato nel fatto che la mentalità della società spagnola è simile a quella italiana. Si badi bene: simile, non uguale. Perché le differenze sono evidenti anche per chi abbia solo passato qualche giorno al di là degli Urali: dall’attenzione all’Università e agli studenti, alla mentalità “differente” tra Nord e Sud della Spagna che ricorda per certi versi anche quella italiana, all’economia che trova enormi difficoltà a cui seguono scioperi (come quello generale del 29 settembre) e riforme. Il progetto Erasmus permette dunque di approfondire questo tipo di analisi che conduce alla chiara visione di quali siano i vantaggi e gli svantaggi del soggiornare in Spagna. Premetto che la situazione varia da città a città come nel Belpaese, ma credo che si possa stilare una sorta di griglia che rispecchi abbastanza fedelmente pro e contro. Tra i vantaggi occorre annoverare, senza ombra di dubbio, l’attenzione particolareggiata agli studenti di ogni fascia di età. Il che permette di stabile senza ombra di dubbio che nel Paese iberico le cose funzionano decisamente meglio che in Italia. Non manca infatti la presenza di un pensiero scientifico che trova poi concreta espressione nell’organizzazione dell’Università: dall’accoglienza degli studenti Erasmus (che risulta obiettivamente migliore rispetto a quella italiana, nessuna Università esclusa) al finanziamento di progetti, master e quant’altro possa renderla migliore e a misura degli stessi. Non a caso una gran parte dei progetti/corsi del dopo-laurea si tengono nello stato iberico. Quasi a dimostrare quanto detto. Un’attenzione particolareggiata agli studenti che si esplica anche nella fornitura di taluni servizi che prevedano un uso massiccio della Rete, utilizzata in maniera molto più incisiva che in Italia. E anche questo è un dato obiettivo che ho potuto constatare con banali domande. Non da meno una mentalità diversa. Onestamente non ho avuto modo di verificare che anche qui in Spagna esiste una sostanziale differenza tra Nord e Sud. Però è bastato chiedere in giro per venire a conoscenza del fatto che il solo concetto di divertimento è differente. Nel senso che nel Nord della Spagna esso viene inteso solo nei giorni festivi; al contrario nel Sud esso è presente sempre. Ogni giorno, per tutta la notte. Le città del Sud sono infatti colme di gente (principalmente giovani) anche a tarda notte durante i giorni feriali. Ciò comporta che i negozi la mattina aprano più tardi rispetto all’Italia, d’inverno e d’estate. C’è quindi la cultura di vivere la notte che per esempio in Italia manca. E non sbaglierei troppo se dicessi che la voglia di far festa renda gli spagnoli particolarmente affabili con tutti. Si sente davvero “il calore” nei rapporti interpersonali; “calore” che si osserva solo nel chiedere un’informazione ad un passante il quale arriva a preoccuparsi per l’altro qualora non sappia rispondere (non è un’esagerazione). A detta degli Spagnoli del Sud, il Nord invece è quasi l’altra faccia della medaglia. Gente più fredda, meno attenta a passare la notte in strada, ma più a lavorare. E non mi allontanerei di molto se dicessi che tutto questo ricorda l’Italia. Tra gli svantaggi va annoverato quindi il fatto che esista un’effettiva differenza anche all’interno della nazione iberica e che occorre dimenticare qualche usanza italiana nel caso ci si dovesse trasferire per qualche tempo in Spagna. Anche se tutto sommato, nonostante qualche difficoltà iniziale, ci si adatta subito al posto. Il che permette di vivere al meglio dopo un periodo relativamente breve di ambientazione. In conclusione, questo pezzo vuole essere solo una brevissima panoramica sul Paese iberico; panoramica incentrata sull’analisi dei vantaggi. Non si ha alcuna pretesa di presentare la verità del posto in tutti i sensi, data l’ignoranza in materia. Ignoranza che verrà colmata con il permanere nello Stato in questione. Una brevissima panoramica soprattutto diretta a coloro i quali sono scettici se approfittare o meno dell’esperienza dell’Erasmus, che troverà informazioni più “tecniche” nei prossimi pezzi. E come si dice in Spagna, hasta luego cichos!!

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