Il mio si al libretto di Berlusconi

Pubblicato: 20 ottobre 2010 in Attualità

Il 6 ottobre scorso il nostro Presidente del Consiglio ha promesso di inviare alle famiglie italiane un libretto contenente che presenta, non si sa bene se dettagliatamente o meno, quello che “il governo del fare” del “migliore presidente degli ultimi centocinquanta anni”, ha portato a termine.
Non mancherà quindi l’elenco dei super latitanti arrestati (come se il governo avesse svolto le indagini egli arresti), la soluzione al problema della monnezza a Napoli (che stranamente c’è ancora, ma questa volta la colpa è del comune), il terremoto de L’Aquila (che rimane morta) e il relativo Uomo della Provvidenza, ecc. ecc.
Sono già riscontrabili su Internet appelli, manifestazioni virtuali, petizioni affinchè il Governo non invii suddetti libretti e che destini il denaro in altro. Il quale ha più bisogno.
Ottimo ragionamento, certo.
Se non fosse che è esso è basato principlamente su un’apatia generale. Molti dei quali hanno aderito a questo genere di dissenso, non sono informati su quello che il governo ha fatto in queste situazioni. O meglio, non sono informati in maniera dettagliata. Semplicemente e in maniera aprioristica hanno deciso di non volerlo ricevere perchè scritto e redatto per conto di uno che non digeriscono.
Il che mi sembra fortemente antidemocratico e inutile.

Ecco perchè io dico si al libretto. Esso può solo mettere a nudo quello che il governo “afferma di aver fatto”. Con qualche ricerca su Internet, poi, basta verificare se quello raccontato corrisponde al vero o rappresenta solo una sciocchezza. E criticare eventuali posizioni assunte nel libretto solo dopo un’analisi sugli argomenti contenuti all’interno dello stesso.
Sarò contento quando lo avrò tra le mani perchè potrò rendermi conto quanto il governo afferma di aver fatto in questi due anni. Mi provocherà un sottile piacere leggere le misure con cui è stata combattuta la crisi, quelle a proposito del terremoto de L’Aquila o Messina.
E potrò, sulla base di un’opinione di parte, trovarne una mia personale attestata da altri dati.

Credo questo sia anche questo il sale della democrazia.
Se ci ostiniamo a volerla difendere condannando Masi  per la censura di personaggi scomodi; condannanndo determinati intevernti del “direttorissimo” Minzolini; se crediamo davvero che l’Italia è una Repubblica Democratica, allora abbiamo il dovere di accettare il libretto.
E non si usi il pretesto del denaro. Ne vien sprecato tanto in Italia per fini molto più beceri di questo.
La corruzione in Italia costa circa 800 euro a cittadino. Di questi soldi sarebbe il caso di preoccuparci.

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