L’Erasmus in Spagna (parte seconda)

Pubblicato: 23 ottobre 2010 in Articoli Ventonuovo.eu

L’ultimo pezzo sull’Erasmus in Spagna (qui) si era chiuso con la promessa che avrei discusso nel prossimo circa informazioni più tecniche al riguardo.

E infatti, fine di questo articolo, è presentare in maniera semplice e non particolarmente dettagliata, una sorta di “Vademecum” per affrontare al meglio questa esperienza.
Anzitutto, occorre complilare un’apposita domanda che la popria Università mette a disposizione. A seconda delle mete disponibili e di altri criteri che dipendono unicamente da un regolamento interno dell’istituto universitario in questione, si accede ad una graduatoria, in cui può risultare essere vincitori della borsa oppure no. Chiaro che tra questi criteri si può annoverare anche un “test” iniziale teso a valutare le conoscenze elementari circa la destinazione voluta.
Chiaro che non è automatico sebbene la probabilità di partire sia alta poiché sono presenti numerosi accordi tra le varie università.
Dopo l’eventuale vittoria della borsa, inizia la parte burocratica.
D’accordo con il proprio coordinatore Erasus occorre stilare anzitutto un “Learning agreement”, un documento su cui devono essere indicati gli esami che si ha intenzione di sostenere nel luogo di destinazione. Fatto sta che questa lista non è definitiva e sebbene possa essere accettata dall’Università di destinazione, potrà essere modificata durante la permanenza all’estero.
Scontato è il fatto che occorre selezionare esami di cui si ha una quasi-certezza che al ritorno dal luogo prescelto, trovino il consenso dei professori e successiva verbalizzazione. Contemporaneamente a questo occorre naturalmente iscriversi.
L’iscrizione e il Learning Agreement dovranno essere inviati insieme dalla segreteria della Università di partenza a quella di arrivo dove saranno conprovati e accettati, se rispondenti a determinati criteri.
Una volta arrivata la conferma dell’accettazione occorre compilare le ultime pratiche per ricevere il denaro della borsa di studio. Di solito o tramite assegno circolare o tramite versamento sul proprio conto corrente bancario.
E dall’Italia credo di non aver dimenticato nulla.
Dallo Stato in cui si arriva, invece, è necessario recarsi subito all’Ufficio Relazioni Internazionali per ricevere un certificato che attesti l’arrivo nell’altro Paese e spedirlo, qualora venga richiesto, alla segreteria del Paese di partenza. Poi si procede con l’immatricolazione come studente Erasmus e a tutti gli effetti si è studenti dell’altra università.
Al ritorno in Italia, occorre ricordarsi il “Transcript of Records” che riporta gli esami superati con le relative valutazioni. Esso attesta che sono stati sostenuti alcuni esami che successivamente verranno convalidati in Italia con i professori pertinenti.
Normalmente non è possibile stabilire una proporzione uno a uno: a un esame in terra straniera ne corrisponde uno in Italia. Il punto è che i programmi di studio possono essere differenti ed occorre dunque, prima di elencarli nel Learning Agreement, discuterne con i relativi professori.
Per quanto riguarda questa brevissima guida sull’Erasmus, con occhio particolare alla Spagna, è tutto. Per ulteriori dubbi, trovate il mio indirizzo mail nella pagina “Redazione”.
E di nuovo, hasta luego!!

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