Tutti a nanna che la bufera sta passando

Pubblicato: 3 novembre 2010 in Riflessioni personali

Questo è uno sfogo. Uno sfogo in tarda serata alla fine di una giornata passata, fra l’altro, a curiosare sui principali social network.
Luoghi di ritrovo virtuali dove la gente sembra quasi ipnotizzata.
Nel senso che in massa condivide link; in massa esprime le medesime critiche alle stesse persone.
E sempre in massa si sveglia per poi riaddormetarsi beatamente.
Facebook oggi e ieri credo abbia avuto il maggior numero di utenti che abbiano condiviso il medesimo link: la videolettera di Vendola a Berlusconi circa le recentissime dichiarazioni sui gay. Pubblicità per Vendola, certo.
Che avrà visto il contatore del proprio sito impennare come non mai.

Domani, forse, anzi, quasi sicuramente, saremo punto e a capo. Tutti coloro che oggi hanno condiviso in maniera meccanica i link in questione, andranno in letargo per risvegliarsi ad un clamore successivo che possa coinvolgere nuovamente un sacco di gente. Ci si sveglia perchè svegliati dal baccano della massa e ci si addormenta quando il caos inizia a farsi sentire ancora meno.
Con un risultato banalissimo: non cambia nulla. Perchè non è così che si fa opposizione. Non è così che si fanno valere le proprie idee. Non è così che politicamente cadrà uno come Berlusconi, tanto per fare un esempio. Tutto ciò è mera rappresentazione di uno stato confuso e confusionale di un sentimento di rabbia moolto generale (le due “oo” non sono un errore) che non trova rappresentazione concreta, o meglio, non la trova come si vorrebbe.

Quello che continuo a chiedermi sempre e continuamente, a cui nessuno mi ha mai risposto, è dove erano tutti questi allegri ragazzetti quando c’era da scendere in piazza; quando c’era da spiegare alla gente più ignorante di loro perchè le cose in questo Paese non funzionano esprimendo qualche idea più chiara del semplice “la colpa è della politica e bla bla bla”; quando le porcate più grandi che questa Repubblica abbia visto dal ’94 ad oggi venivano barbaramente approvate.
E non mi riferisco ai ragazzini. Giusto che crescano secondo quelli che credano siano i loro doveri.
Mi riferisco, piuttosto, ai giovani. Agli universitari, ai liceali più grandi, ai giovanissimi lavoratori e a quanti hanno una mente aperta ed elastica.
A quelli che usano una carta di identità su cui è scritto “cittadino italiano”.
Dove eravate?

Qualcuno adesso mi accuserà di moralismo. Qualcuno adesso si sentirà attaccato per l’aspra critica dell’atipico post del giorno. Qualcuno farà finta di non aver letto nulla. E qualcun altro andrà a letto pensando che un pensiero del genere non è di un cinico e asociale ventunenne che disprezza l’Italia e gli italiani. Ma di uno che davvero, giorno dopo giorno, si impegna per quanto possibile, nel restituire all’Italia una certa dignità.

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commenti
  1. Federica ha detto:

    fatto.

    • Marco ha detto:

      La questione non è prettamente politica in questo caso. Infatti la videolettera di Nichi non è prettamente politica. E’ una questione di cultura e civiltà. Ci troviamo nel mezzo di una regressione antropologica dell’italiano, per cui il fascismo (negazione dell’esistenza altrui in quanto diverso da me) torna pericolosamente in auge, simbolo di una classe dirigente che annaspa e crolla priva di argomenti. Vendola rappresenta la voce di quell’Italia attiva (preferisco chiamarla Italia Migliore) che una volta postato il video esce in strada e fa della pratica la propria teoria e non viceversa. Io sono uno di quelli che ha postato la videolettera, perchè sono uno di quelli che scende in strada per scovare un paese Migliore e per metterlo insieme. La scissione tra politica e cultura, avvenuta nei famosi 30 anni di Berlusconismo, ha portato a tutto ciò. C’è un filo diretto che scorre tra cultura, politica e vita. E’ ora di riagganciarlo.

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