Perchè in fondo in fondo..

Pubblicato: 11 novembre 2010 in "Il Giornale" della concordia, Riflessioni personali

Non ci riesco. Non riesco ad inquadrare Vittorio Feltri.
Sono un affezionato lettore de “Il Giornale” da (relativamente) poco tempo e attento polemico nei confronti degli editoriali dell’ex direttore del quotidiano di Via Negri. E lo si capisce anche dal fatto che su questo blog è presente un’intera categoria chiamata “Il Giornale della concordia” dove mi diverto (si, mi diverto) a criticare quello che scrivono i giornalisti del quotidiano in questione perchè esprimono idee così diverse dalla mie tali da farmi cedere alla tentazioni di attaccarli in un post. Ma questa si chiama democrazia.
Ammetto però che leggere gli editoriali di Feltri mi fanno sorridere più degli altri pezzi. Non mi fanno rimanere a bocca aperta come ci rimane qualcun altro. Mi fanno sorridere perchè secondo i miei standard sono assurdi e basati su presupposti totalmente non condivisibili. Ma a rigor di cronaca devo ammettere che altri sono pienamente condivisibili. Alcuni sulla vicenda Tulliani-Fini, qualcuno sul suo “no” alla porcheria chiamata “ddl intercettazioni” e altri sulla crisi economica (anche riguardo la posizione della Fiat) mi son piaciuti.

Su giornale travagliesco di oggi (Il Fatto, ndr) è presente un’intervista di Telese a Feltri in cui quest’ultimo si lascia andare in battute e affermazioni che messe in bocca a un uomo che è stato direttore di Libero e de Il Giornale, hanno uno stranissimo sapore. Perchè sono frasi apertamente contro Berlusconi e il Pdl ” o come cazzo si chiama [cit.]” che riflettono un uomo diverso da quello che ho sempre pensato fosse.
Qualcuno continua a definirlo un cane sciolto. Ma non si capisce bene questa “scioltezza” come sia definita. Abituato a leggere il quotidiano di Via Negri ormai mi ero abituato all’idea che la maggiorparte delle volte, l’ex direttore facesse il gioco di Berlusconi: il premier era in difficoltà? Interveniva Feltri e ci sparava qualche pezzo corredato da titolo secco su colui il quale aveva criticato Berlusconi. Pensate a Fini. O a Boffo, poveretto.
Ecco perchè fa strano allora leggere le sue parole nell’intervista a Telese. E fa strano anche sapere che, nel caso oggi la sua condanna venisse confermata (sei mesi di sospensione trattamento Boffo),  egli lasci il Giornale e ne fondi uno nuovo.
Giornale che seguiterò a leggere.
Perchè in fondo in fondo, Feltri, mi stuzzica parecchio.

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