Una cosa a due

Pubblicato: 13 novembre 2010 in Riflessioni personali

Questo post è la risposta ad un messaggio facente parte di una discussione sul più popolare dei social network.
Cinque osservazioni a cui rispondo, cercando, come al solito, di essere il più chiaro possibile.
Il Background è la sospensione di Feltri per aver pubblicato una notizia a falsa nel famoso caso Boffo.
Inizialmente la sospensione proposta era di sei mesi. Alla terza votazione dell’Ordine dei Giornalisti, si è scesi a tre.

Primo. Il fatto che ha costato a VIttorio Feltri, una sospensione di tre mesi che qualcuno definisce “bavaglio”, è stata non tanto la campagna accusatoria nei confronti dell’ex direttore di Avvenire Boffo, quanto una parte di essa (decisamente diffamatoria) in cui veniva pubblicata (altro che “presunta”) un’informativa associata ai documenti ufficiali, un cui si definiva il direttore del giornale dei vescovi come “omossessuale attenzionato” al fine di screditare la credibilità del direttore stesso. Pratica poco felice, se si pensa cosa possa avere a che fare l’essere omosessuale con l’aver criticato il Presidente del Consiglio per i suoi vizietti.
Feltri, quando ci si è accorti che la velina in questione era falsa, ha chiesto scusa. Alla fine del suo editoriale (nelle ultime pagine attente alla politica) in, assicuro, 10 righe, affermando che aveva sbagliato in quanto non aveva verificato la fonte dell’informazione: i suoi giornalisti. Ergo, questo per Feltri è chiedere scusa. E a chi glielo fa notare, semplicemente non risponde. Come con Telese l’altro giorno.
A casa dovrei ancora conservare la copia con scritta la storia delle dieci righe.

Secondo. Santoro che simpaticamente “manda a quel paese” Masi, dg Rai, suo capo, si è visto sospendersi. La sua volontà ha fatto si poi che mettesse in campo una strategia per tornare a fare il suo programma. E ha vinto. In maniera legale eh. Ma questo non toglie che Masi non abbia fatto ricorso e che ci tocca aspettare per un verdetto definitivo. D’Avanzo che fa il nome di Ruby quando non era ancora diciottenne è giusto che paghi. Sarei ingiusto se dicessi che dovrebbe essere immune da qualsiasi giudizio. E non sarei coerente.
Quindi, altro che sciocchezze.

Terzo. Sgarbi è terribile. Ma lo amo. Perchè propone riflessioni che per me sono totalmente senza senso e senza eleganza e mi divertono parecchio. Basta leggere la sua difesa del Ministro poeta Bondi a proposito del crollo a Pompei per capire quanto è bravo Sgarbi. E guardare qualche video anche su YouTube per rendersi conto di non essere un intellettuale come ha intenzione di far credere. E quindi, se Sgarbi difende Feltri per la famosa informativa pubblicata dall’ex direttore del Giornale solo perchè mette in luce un paradosso grande come una casa (giusto, eh), c’è da compatirlo. Perchè anche lui non sapeva che l’informativa era falsa (e forse non lo sa tutt’ora, chissà) e perchè questa è l’eleganza e la razionalità che lo contraddistingue.

Quarto. Ho già scritto e parlato del fatto che mi piacerebbe molto che Feltri tornasse a scrivere. E mi spiacerebbe se abbandonasse il suo classico modo di scrivere. Altrimenti io, con quale giornalista di centro-destra me la prendo?
Feltri è uno dei pochissimi che mi da soddisfazione. Gli altri, spiace dirlo, gli fanno le scarpe.

Cinque. Sarebbe certo paradossale che un sospeso giornalista scriva prima della fine della sospensione. E allora anche io voglio dare un consiglio all’ex direttore. Si apra un blog. Magari ci si mette daccordo per fare una cosa a due.

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