Il mio voto alle primarie di Milano

Pubblicato: 16 novembre 2010 in Attualità

Se avessi potuto votare alle primarie a Milano, sicuramente avrei scelto tra Onida e Boeri.
Di Pisapia, moltissimi ne parlano bene, persino Facci la cui “stima rasenta l’omosessualità”.
Non ho idea di come si siano distribuiti i voti che hanno permesso all’avvocato di vincere. Ma credo di poter interpretare che i vendoliani e i nostalgici comunisti abbiano votato per lui. E non ci vuole un genio per capirlo.
A questo punto, tocca spiegare perchè Pisapia non l’avrei votato.

Quando ho sentito questo nome per la prima volta, non ci ho pensato più di tanto. Avevo solo dei vaghi ricordi a proposito della riforma del Codice di Procedura Penale (di Pisapia Senior) e uno sfumata idea di quello che fosse successo quando si è insediato l’ultimo governo Prodi. Leggendo Facci, oggi, mi sono ricordato qualcosa che a molti è sfuggito.
Giuliano Pisapia che sarebbe dovuto diventare Ministro della Giustizia vista la sua preparazione (poi ci finì Mastella) era colui il quale, in campagna elettorale, aveva proposto una riforma della giustizia particolare e particolareggiata, degna della solita sinistra. Era quella in cui le leggi vergogna non sarebbero state eliminate perchè si sarebbe creato un vulnus. Vulnus che si sarebbe potuto risolvere se solo l’Unione avesse proposto un’alternativa a queste. Infatti, alla fine di tutto, carte alla mano, leggi come il conflitto d’interesse, la prescrizione breve (ex Cirielli) e falso in bilancio sono rimaste rimaste vive e vegete e dannose come non mai. Pisapia infatti proponeva semplicemente una revisione delle stesse a cui non seguiva di certo un’ “abrogazione”. Parola che nella sua campagna, sicuro al 80%, non comparve mai.
L’avvocato era infatti colui che non credeva fosse poi così male tutta la riforma iniziata da Castelli (Ministro Giustizia precedente governo Berlusconi) che trovò quasi completa realizzazione nella persona di Mastella. Che fra i tanti pregi che ha, possiede anche qullo di portare a compimento discutibili leggi facendole passere per geniali o per necessarie per il Paese. Il culmine dell’operato di  Mastella si ebbe nel 2006: il famoso indulto di tre anni (l’unico nella stori d’Italia) fatto ad hoc per Previti intimo di Berlusconi.
Magari uno pensa che Pisapia abbia fatto sentire la sua voce anche in questa circostanza: certo che l’ha fatto. Dichiarandosi a “favore dell’indulto” [cit. Ansa] si è reso complice del sistema berlusconiano e coerente con il fatto che determinate leggi ad personam proprio non si potevano abrograre perchè avrebbero dispiaciuto in tanti.
E per ultimo è stato quello che ha sempre voluto la separazione delle carriere tra giudici e Pm. Certo, discutere su questo occuperebbe almeno un post. Ma questo era il primo passo verso qualcosa di più concreto: la formazione di un doppio Csm che avrebbe permesso ai giudici e ai Pm di essere controlloati in maniera differente. Indovinate quale categoria avrebbe dovuto rispondere al Ministro della Giustizia.
Disegno che tra l’altro, avrebbe proposto più avanti Berlusconi (2010).

Detto ciò, avreste votato Pisapia anche voi?

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