Quando il dolce far niente stuzzica la rilfessione

Pubblicato: 18 novembre 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Leggere questo intervento, mi ha fatto riflettere su tre aspetti.

Primo. La situazione dell’attuale governo che è in bilico tra un rosicato consenso parlamentare che le permetterà di proseguire per qualche tempo e un futuro tutt’altro che roseo che ha iniziato a delinearsi quando Fini ha decisamente (?) mollato Berlusconi.
Il punto è che si è giunti ad un stadio in cui fare previsioni è davvero azzardato. Certo, la libertà di espressione ci permette di ipotizzare un quadro piuttosto che un altro secondo i personali punti di vista; ma non ci permetterà di stabilire cosa obiettivamente sarà più probabile. Così, anche Scalfari, dalle righe dell’editoriale di domenica scorsa, non si pronuncia descrivendo possibili scenari ma non arrivando ad una conclusione la cui probabilità sia abbastanza alta. Non è possibile, visto lo stato in cui fluttua l’attuale maggioranza, riuscire a capire se Berlusconi terrà ancora. Molte delle sue leggi non sono ancora state approvate e uno dei pregi/difetti dell’attuale Capo del Governo è la perserveranza. Continuerà “imperterrito” a gridare contro tutti coloro che lo criticano e a proporre e far votare (sperando di riuscirci) leggi a suo favore che lo liberino dai suoi attuali problemi giudiziari.

Secondo. La critica verso una sinistra che è pronta al compromesso pur di, democraticamente, spodestare Berlusconi dal suo ruolo istituzionale, perpetuando di fatto quello che illuminari e anziani dell’attuale Pd hanno proposto tempo addietro.
L’ipotesi che paventa Farinella è tutt’altro che irreale. Certo, se chiedessimo all’attuale sinistra cosa ne pensasse di un’idea del genere, essa ci guarderebbe allibita e con aria interrogativa ci chiederebbe come mai avessimo potuto pensar questo. In realtà, come si dice, “buon viso a cattivo gioco”. È già capitato che il centro-sinistra abbia datto un aiuto tutt’altro che inutile al centro-destra a proposito di riforme della giustizia, tese anche a salvaguardare Berlusconi. Senza andare troppo addietro, ne cito due: Orlando che apre il dialogo sulla riforma della giustizia sul Foglio di Giuliano Ferrara che, naturalmente, accoglie l’idea a braccia aperte; D’Alema che propose una “leggina ad hoc” [cit.] per salvare Berlusconi allo scopo di rimuverlo istituzionalmente. Se l’ipotesi in questione si verificasse, non desterebbe particolare sconcerto. Sarebbe la riproposizione di idee già presentate.

Terzo. C’è una parte della Chiesa (fatta di italiani) che, pur dipendendo dal Vaticano, risulta essere molto innamorata dell’Italia e si occupa di politica e di lotta politica come spetterebbe a qualsiasi cittadino.
Mai ho pensato che tutti i preti fossero ammalati della stessa apatia verso la politica di cui soffrono gli italiani. E mai mi sono interrogato sul fatto che ci fosse qualche sacerdote che davvero ama questo Paese, non semplicemente perchè cittadino. Ma perchè laico.
Perchè la laicità, come la fede, matura. Ognuno di noi che non è un religioso è laico. Ergo, fa parte della società civile e dello Stato. Solo che non tutti hanno maturato questa laicità. Molti ne parlano, alcuni non sanno nemmeno cosa sia pur millantando squisite argomentazioni a favore del laicismo. Il proprio.
Questa è la Chiesa che si dovrebbe desiderare. Fatta di religiosi attenti anche alla politica, perchè italiani. Non solo alle coscienze.

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