Una cura per il Ministro Maroni

Pubblicato: 23 novembre 2010 in Attualità, Riflessioni personali

Lo ammetto. Ieri ho guardato il programma “Fazioso” su Rai 3, seppur con qualche problema dovuto ad una discutibilissima politica Rai con lo streaming dall’estero, solo per Maroni.
Ho aspettato quasi trepidante l’elenco del Ministro dell’Interno pronto a prendere appunti alla prima cosa che non quadrava nel suo discorso. Che si è rivelato banalmente politico. Un atto molto più a difesa della Lega che dell’operato del governo contro la criminalità organizzata.

C’è da registrare che l’elenco dei superlatitanti catturati questa volta è stato fatto differentemente. Perchè sono stai ringraziati i magistrati e le forze dell’ordine che, nonostante mille difficoltà, continuano ad eseguire il loro lavoro con estrema professionalità. Non tutti si intende. Parrebbe scontata una cosa del genere e invece non lo è affatto. Molte volte nei mille salotti politici abbiamo ascoltato fior fiore di luminari del Pdl e Lega che hanno elencato i successi di questo tipo. Senza mai rendere grazie ai magistrati e ai poliziotti.

C’è da registrare anche una stupenda frase detta dal Ministro: “Come me, contrastano ogni forma di illegalità”, riferendosi ai soggetti prima elencati. Ora, supponiamo che il nostro Ministro dell’Interno si sia dimenticato della sua condanna. Detto ciò, la citazione di prima avrebbe sicuramente senso. Ma se avesse ricordato al pubblico che è condannado in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale per averlo preso a morsi, quanto avrebbe senso parlare di “contrasto all’illegalità”? Il primo che dovrebbe contrastare, forse, sarebbe proprio lui stesso. E potrebbe farlo, tanto per dirne una, lasciando come minimo il Ministero. Come massimo, sparendo dalla scena politica italiana. Questo si che sarebbe contrastare. Non basta pagare una sommetta di 5000 per scontare quello che si è combinato. C’è qualcosa in più oltre un banalissimo materialismo.

C’è da registrare anche la questione dei beni sequestati alla mafia. Vero che il governo ha sequestrato beni per molti milioni di euro alla mafia, inflggendole così un colpo molto duro, in quanto il potere della mafia sta proprio nel denaro. Senza denaro, è spacciata. Per dover di cronaca però, il Ministro Maroni avrebbe dovuto dire che il governo cui appartiene aveva intenzione di promulgare una legge per rivendere i beni conquistati alla mafia piuttosto che darli alla società civile. Immaginate il circolo vizioso. Lo Stato sequestra beni alla mafia che poi li ricompra e ci riguadagna. Questa si che è una lotta alla mafia stessa.

C’è da registrare poi, la citazione di Gaetano Salvemini, intellettuale del Sud Italia che, purtroppo, non esiste più. Il quale affermò che “il federalismo è l’unica soluzione alla questione meridionale” che continua a sussistere. Questa citazione incollata nel discorso di Maroni, non può che essere campagna politica.
Ma anche qui Maroni dimentica una cosetta da niente. Che si condivida o no l’idea del federalismo fiscale in quanto concetto applicabile ad uno Stato, al momento non si conoscono i costi. E il Ministro Tremonti, non spiaccica parola su questo. Intanto si procede alla stesura dei decreti attuativi ma non si conosce se questo tipo di federalismo tutto all’italiana gioverà all’Italia. Si ha la netta impressione che esso giovi solo alla Lega e al Nord del Paese e vada ad accentuare la divergenza che tutt’ora sussiste.
Che il federalismo possa aiutare a risolvere il problema della mafia, questa è un’altra storia.
Che non può essere spiegata con le parole del Ministro.

Insomma, Ministro, una domanda gliela faccio anche io: se la vuol fare una cura di fosforo?

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