Il dovere di manifestare

Pubblicato: 29 novembre 2010 in Articoli Ventonuovo.eu, Riflessioni personali

eri, 28 novembre, la pioggia era battente e la temperatura non propriamente ideale per uscire di casa. Nonostante ciò parte degli studenti Erasmus italiani si sono incontrati per manifestare il proprio dissenso nei confronti del ddl Gelmini all’esame del Parlamento.
Una manifestazione che si è svolta in maniera particolare vista l’incombenza della pioggia che non ha permesso che tutto si svolgesse come previsto. Inizialmente l’idea di fondo era quella di reiterare qui a Granada quello che nelle altre città sedi Eramus, gli studenti italiani hanno fatto. Una foto corredata da striscioni tesi ad esprimere pacifico dissenso che comprendesse anche un simbolo il quale permettesse di capire dove la foto era scattata.
Poiché un logo rappresentante l’Università di Granada (grande abbastanza da poter essere incluso in una foto di gruppo) era all’esterno, nonostante l’attesa e la speranza dei presenti affinchè la precipitazione terminasse, si è deciso alla fine di spostarsi nell’atrio coperto dove, grazie alla coordinazione di un buon fotografo (anch’egli Erasmus qui a Granada) si è proceduto alla foto in questione.

Cronanca a parte, la manifestazione di oggi qui a Granada non può essere semplicemente considerata come un banale incontro tra studenti. Essa è stata il segno concreto dell’interesse del mondo studentesco, pur non attualmente residente in terra italiana, nei confronti di un’università che giace in posizione tutt’altro che agevole in quanto vede tutti i suoi componenti a rischio.
Non è una frase fatta questa ma l’esatta rappresentazione dello scenario che accadrebbe qualora il ddl in questione diventasse legge a tutti gli effetti.Gli studenti, i quali potranno trovarsi in difficoltà nel proseguire i loro studi, visto il netto taglio dei fondi assegnati dal ddl in questione. I ricercatori, molti dei quali hanno insegnato fino ad ora pur non avendo alcuna clausola del loro contratto che consentisse loro di far questo. Le associazioni studentesche che vedranno anni di lotta a favore degli studenti, sfumare in un lampo.
Tre categorie fondamentali all’interno dell’Università.
Uno scenario che si arrichisce (negativamente) se si considera il fatto che un ddl del genere permette che le Università possano essere trasformate in fondazioni di diritto privato facendo si che imprenditori partecipino alle spese di gestione delle stesse investendo, pertanto, dove crederanno sia più conveniente ai fini di un guadagno maggiore.
Esprimere il proprio pensiero oggi nel momento in cui altri studenti sono nelle facoltà occupate per redigere riforme alternative a quella proposta dal Ministro Gelmini, non è più semplicemente un diritto. Esso diventa un dovere, un preciso dovere di chi si definisce “italiano” e desidera ardentemente che l’Università italiana spenda e viva come quella degli altri Paesi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...