L’Italia. E la Francia

Pubblicato: 2 dicembre 2010 in Riflessioni personali

Due giorni or sono ho avuto il duro compito di spiegare l’attuale situazione politica italiana ad una ragazza francese, interessata come me, di politica. Devo ammettere che è stato un dialogo unidirezionale perchè ho parlato per quasi tutto il tempo solo io vista la complessità delle domande e la voglia di ascoltare.
Ho presentato l’attuale riforma dell’Università che dovrà essere approvata al Senato dopo il 14 dicembre (giorno del voto di fiducia). Ho presentato la questione della televisione italiana: metà di essa è controllata dalla politica e l’altra è di uno solo. Ho presentato cosa si intende per “giornalismo” in Italia accennando all’editto bulgaro. Ho presentato molto brevemente l’ultimo governo Prodi, elogiando quest’ultimo come l’unico in grado di aver battuto Berlusconi per ben due volte e descrivendo Mastella come “il peggior Ministro della Giustizia” che l’Italia abbia mai avuto dal lontano ’46. Ho presentato gli italiani come apatici e cinici nei confronti della politica e delle trame di Palazzo attenti più ai pettegolezzi che alla sostanza.

L’espressione del suo volto era più esplicita di mille parole. Che naturalmente non sono mancate.
Erano parole tese a descrivere come mai tali cose potessero succedere in un Paese occidentale cultaralmente avanzato. Era parole che esprimevano sbigottimento per situazioni incredibili e fuori da una comune accettabilità. Erano parole che esprimevano anche solidarietà. Nei miei confronti e nei confronti di coloro i quali come me credono in un’Italia migliore che non si rassegna a questi incredibili eventi e che combatte nella maniera più pacifica possibile affinchè tutto cambi.

Alla fine, mi è successa la stessa cosa. Il suo volto, pertanto, in sintonia con quanto suddetto, era eguale al mio quando mi ha spiegato che alla fine, il figlio di Sarkozy, nemmeno laureato e promosso al ruolo di Presidente di una commissione parigina con molto potere, ha letteralmente lasciato il proprio posto viste le amare critiche ricevute dall’opinione pubblica in quanto figlio del Presidente e non meritevole di tale incarico.
Stupito non perchè non fosse giusto. Semplicemente perchè, pensando alla cara Italia, un figlio di Berlusconi non sarebbe certo stato cacciato. Anzi, avrebbe subito trovato una schiera di leccapiedi pronti ad una strenua difesa.

L’Italia. (un attimo di silenzio)E la Francia.

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commenti
  1. mecinz ha detto:

    franco complimenti al pezzo per la semplicità e verità
    sto leggendo un libro di beppe grillo per non far abbassare la temperature e il bollore del sangue,siamo allo sfascio totale,completo far west senza regole e dignità
    e tutti noi italiani stiamo tranquilli!!!
    siamo corrotti nell’anima,nell’essere persona prima che cittadino
    che ha dei doveri ma che deve avere dei diritti imprescindibili,inalienabili,insomma di una democrazia
    speriamo al piu’ presto di svegliarci dal brutto sogno e vivere una realtà migliore
    prima che sia troppo tardi

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