I Big del Pd

Pubblicato: 10 dicembre 2010 in Attualità, Riflessioni personali

“Manifestazione Pd: domani in piazza l’altra Italia.”. Questo è il titolo che il sito Web dell’Unità da alla giornata di domani in cui, il Pd scende in piazza per dire il suo solito “no” al governo Berlusconi e per proporre (almeno questa è la promessa) qualcosa di nuovo per il dopo Cavaliere. Ergo, domani in piazza ci saranno i grandi del più grande partito d’opposizione d’Italia.

Vediamo di rinfrescare la memoria sui big del Pd.
Bersani è l’uomo che, una volta eletto, promise che il Pd non sarebbe stato più “zitto”. Infatti di parole ce ne sono state tantissime, di risultati molto meno. Era anche l’uomo che avrebbe discusso seriamente di federalismo (visto che il Pd di Franceschini, con il vergognoso silenzio-assenso aveva votato a favore), sul quale, fino ad adesso, non abbiamo sentito nulla di seriamente accettabile.
D’Alema è l’uomo, assieme a tal Fassino e Latorre, indagato e salvato per le scalate bancarie illegali ad opera dei “furbetti del quartierino” qualche anno fa. Celebererrime la frasi di D’Alema a Consorte (“Facci sognare”) e di Fassino a lo stesso Consorte: “Abbiamo una banca. E ora che operazione farai?”. Un po’ meno quelle Latorre – Ricucci, ma altrettanto significative.
Orlando è l’uomo del dialogo sulla giustizia su “Il Foglio” di Giuliano Ferrara.
Letta, nipote del più famoso Gianni, era quello della “guerra del Vietnam” in Parlamento a proposito del ddl intercettazioni. Questo poi è finito su un binario morto e Letta ha firmato, evidentemente, un trattato di pace.
La Finocchiaro è colei che, quando il Pd non presentò alcun candidato alla presidenza del Senato, si recò dall’attuale Presidente del Senato Schifani (la cui storia non è molto rosea per via dei suoi rapporti passati con mafiosi) e lo baciò quasi commossa.

Questi sono i grandi del Pd. Quelli che domani dovrebbero essere presenti in piazza e dovrebbero proporre idee nuove per mettere fine al governo Berlusconi.
Ora, in un Paese normale meno della metà dei tizi suddetti non meriterebbero un posto in Parlamento e uno stipendio da signori. Ma siamo in Italia. Soffriamo di memoria corta che non ci permette di giudicare, alla luce dei fatti avvenuti, tutte le future situazioni.
Perciò, domani in piazza, qualora ci siate, ricordate chi fa parte del Pd.

Ps: Il Pd è anche quello che non accettò che uno come Grillo potesse diventare segretario nazionale.
Forse perchè il Pd sta per “Poco Democratico”, ma questa, è un’altra storia..

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