Il Libero giornalismo di Belpietro

Pubblicato: 27 dicembre 2010 in Attualità, Uncategorized

Dovremmo tutti prendere spunti dalle lezioni di giornalismo tenute da Belpietro.
Quasi per non essere monotono e per adattarsi al fatto che Feltri sia entrato a far parte della squadra di Libero, l’editoriale del direttore del suddetto giornale è quasi pedagogico. Insegna come fare giornalismo in Italia.
Si considerano cioè due storie di cui non si ha la matematica certezza della rispettiva veridicità e le si pubblicano in prima pagina nell’editoriale del giorno. Una narra di un attentato e l’altra di una presunta avventura con una escort ai danni di colui che ha in maniera indiscussa è stato il portagonista delle più belle prime pagine del quotidiano in questione pubblicate nell’edizione si stamane: Gianfranco Fini.
Ora, pur sottolineando la grande cautela di Belpietro nell’affermare quanto sapesse, occorre far notare almeno un particolare. Il solito modus operandi tutto italiano. Un tizio, che si dice, a detta del direttore, pronto a testimoniare qualora chiamato dalla magistratura, si reca un bel giorno da Maurizio e gli spiffera che un tale di Andria (la quale non brilla per legalità) vuole attentare la vita a Fini la primavera prossima non soffermandosi sui dettagli ma promettendo di fornirli qualora richiestili. E infatti la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta tesa a capire quanto di vero ci sia nel pezzo del direttore.
Il tizio in questione che Belpietro assicura essere un tipo con “tutti i venerdì a posto”, ha deciso non di recarsi alla polizia nè di tenersi per sè la cosa ma di andare a raccontare tutto a Maurizio il quale, a sua volta, prima di denunciare tutto alla Polizia o alla magistratura, ha sbattuto la notizia sui giornali. Un po’ come per il caso Boffo: arriva un’informativa da un uomo che sembra avere sale in zucca e quindi adatto a “diffondere” una informazione pubblicabile su un giornale di tiratura nazionale. Che sia vera o falsa, beh, problema secondario.
Il secondo caso è analogo e rispecchia la medesima particolarità made in Italy.

Già Feltri ci aveva dato prova delle sue grandi doti giornalistiche (e infatti è stato sopseso dall’Ordine per tre mesi) e adesso tocca sorbirci anche Belpietro e le sue teorie sulle due storie legate a Fini.
Ma il direttore che è anche un luminare, delizia il lettore un personale botta e risposta: a domanda “Perchè mi sono deciso a scrivere delle due vicende?” si auto-risponde “Perchè se sono vere c’è di che preoccuparsi […]”. E ipotizzando anche il fatto che tali storie potessero essere false manifestando in tal modo la puara che la credibilità di Libero venga intaccata.
E lezione dove si attesta? Nel fatto che questo è Libero giornalismo. Libero perchè davvero sgombro da qualsiasi certezza.

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commenti
  1. […] 27 dicembre dello scorso anno, scrissi questo post. Rileggendolo adesso, alla luce dell’editoriale di oggi del direttore di Libero, dopo la […]

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