I giovani (andriesi) e la politica

Pubblicato: 29 dicembre 2010 in Riflessioni personali

Spesso non ci si domanda come mai i giovani non si avvicinino alla politica sia essa locale sia essa nazionale.
E a questo interrogativo si suole rispondere adducendo la motivazione per la quale i soggetti in questione siano indignati e amareggiati nel vedere questa Italia e lo stato in cui da anni permane.
Si ripone allora la speranza in quei pochi giovani che, con estremo coraggio, hanno deciso di impegnarsi in prima persona affinché le cose possano cambiare. Si spera, in meglio.
E in effetti si riscontra in questo atteggiamento anche la mia di speranza; la speranza di un giovane che, stanco delle trame dei potenti, curioso e volenteroso, cerca di partecipare alla vita politica della propria città provando ad affiancarsi ad altri giovani. Con scarsi risultati.

Mi è bastato recarmi ad un’iniziativa organizzata dalle varie forze di centro-sinistra del comune in cui vivo (il cui nome era “Racconti per un’Andria migliore. Il vocabolario nuovo del centro-sinistra andriese”) per rendermi conto di quanto il mio concetto di “politica” sia differente da quello venuto fuori ieri. Rappresentanti di ogni movimento politico giovanile hanno illustrato stupendi concetti tesi ad evidenziare ciò di cui il centro-sinistra in questa città ha bisogno, tutti concordi, alla fine, nell0 rispolverare un vocabolario finito ormai in cantina, espressione di un ricordo dei tempi andati ma destinato a diventare nuovo da ieri. Argomenti obiettivamente accettabili da un punto di vista puramente teorico.
Occore però registrare, e di questo me ne rammarico, che nessuno dei giovani in questione, si sia seriamente interrogato sul motivo per il quale i suoi coetanei, categoria alla quale appartengo, non si sentano attratti dalla politica. Nessuno si è sinceramente interrogato sul motivo della generale apatia corredata da particolare cinismo di cui soffrono i giovani di questa città. Nessuno ha vuto l’onestà di proporre un’autentica autocritica (a partire da sè stessi), necessario, a mio avviso, punto di partenza per la riproposizione di idee.
Le “idee”. Questo dovrebbe essere un termine su cui concentrare la propria attenzione e che occorrerebbe rispolverare. Le idee come base di un preciso atteggiamento politico che ieri sono mancate. Ad eccezione di una sola che mi ha particolarment colpito: quella del reddito minimo. Ora, per “idea”, intendo una proposta concreta che trovi effettiva concretizzazione e non rimanga l’ennesima promessa detta e non rispettata. Esse possono rappresentare il pretesto per attirare chi come me, non riesce proprio a comprendere cosa sia la politica giovanile ad Andria.

A domanda iniziale, quindi, si risponda adducendo “indignazione e amarezza” ma si sottolinei la mancanza dell’importanza delle “idee”. E di “partecipazione”. Se a domanda diretta si osserva il patetico allontanarsi e l’irritante non prestare attenzione all’interlocutore (da parte di coloro i quali avrebbero dovuto avere il dovere di rispondere), forse si potrà comprendere meglio il motivo per il quale gente come me prova fortissimi dubbi nell’avvicinarsi e nel guardare non di buon occhio questi movimenti.

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