L’Unità d’Italia oggi

Pubblicato: 9 gennaio 2011 in Attualità, Riflessioni personali

Siamo nel 1799 quando nacque la Repubblica Partenopea. Sessant’anni dopo, a seguito della spedizione dei Mille, l’Italia unita.
Nonostante mille idee differenti e contrastanti tra loro, tutti furono uniti nel riconoscere la necessità di uno Stato unitario che raccogliesse sotto un unico nome e sotto un unico suolo le genti italiche.
Nonostante diverse culture di un terreno teatro da sempre di scontri e diatribe, si sentì la forte volontà di unificare il tutto affinchè si raggiungesse un’identità che tutt’oggi, sebbene posizioni politiche molto discutibili, rappresenta per molti uno dei pilastri di questa Italia.
Nei giorni appena passati in cui si sono festeggiati i centocinquant’anni di Unità, è bene ricordare questo. Ed è bene soffermarsi a riflettere sul fatto che il Capo dello Stato, garante di una Costituzione e dell’Unità, abbia dovuto ricordare alla gente del Nord (e più in generale alla classe politica) cosa rappresenti questa celebrazione.

Bene è soffermarsi se ci si ferma per un attimo a valutare quello che sta passando. Il 30% dei giovani non ha un lavoro, altri sono precari. La soluzione sarebbe attuare un federalismo fiscale di cui si ignora assolutamente il rapporto costro/beneficio teso ad aumentare le distanze già enormi tra Nord e Sud del Paese. Tutto questo con la benedizione del Presidente del Consiglio che, più interessato ai suoi problemi giudiziari, cerca di tenersi caro caro Bossi, leader del partito più secessionista che l’Italia conosca da vent’anni a questa parte, promettendogli che una riforma del genere trovi effettiva concretizzazione.
Un federalismo, come ripetuto in altri post, che servirà solo al Nord e che permetterà alla classe imprenditoriale del settentrione del Paese di arricchirsi più di quanto non lo sia già. E succederà che la percentuale dei non lavoratori giovani crescerà. E allora si inventeranno qualche soluzione che magari adesso funzionerebbe con maggiore certezza.
Tutto ciò, con il lasciapassare dell’opposizione che, “diversamente concorde”, tace e discute della riforma che evidentemente trova ottima. E che a suo tempo, si astenne o votò a favore.

L’Unità di Mazzini o di Cavour sembra essere stata snobbata o dimenticata. I sacrifici fatti affinchè l’Italia sia quella di ora sembrano inutili per alcuni, assolutamente senza particolare significato per i più.
Per altri invece essi rappresentano gesti da non dimenticare facendo si che quanti non li conoscano, riescano a comprenderne il senso.
Con la speranza che i più intendano cosa è l’Unità e quanto è costata trasformarla in fatto concreto, sinceri auguri per questi centocinquantannidi Italia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...