Ignoranza, intolleranza, illeggittimità

Pubblicato: 12 gennaio 2011 in Riflessioni personali

Dopo quello che è successo ieri sera a Ballarò, tre brevissime osservazioni.

Primo. L’ignoranza. L’assoluta impreparazione da parte di un Presidente di Regione (Cota) e di un Ministro della Repubblica (Gelmini) circa la differenza tra legittimo impedimento e immunità parlamentare. O meglio, si è evinto che conoscessero la differenza a modo loro e che, a  favore delle loro idee, adducessero informazioni false, tese a condizionare gli ignoranti. A casa e nel pubblico. Un Rodotà amareggiato ma calmo, ha risolto la cosa, tenendo una vera e propria lezione di giurisprudenza ai due rappresentanti di governo che non hanno potuto replicare in maniera adeguata, in quanto umiliati. E non bisogna essere antiberlusconiani per ammettere quanto appena scritto.

Secondo. L’intolleranza. “Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore.” (Paul Valèry). Tipico comportamento da gente a corto di informazioni. Anche questo si è verificato ieri sera. E siamo stati costretti ad ascoltare l’ennesimo richiamo da parte di Rodotà diretto ai due del governo, affinchè lo ascoltassero e non lo interrompessero più fino alla fine del suo discorso e affinchè non mettessero in discussione i fatti, ma solo le opinioni. A questo proposito è intervenuto anche Floris, di cui conosciamo le doti pacatissime.

Terzo. L’illeggittimità. Errato pensare al legittimo impedimento come legge ponte che “surclassi” una legge costituzionale. Ma è corretto pensare che, forse, dopo Mani Pulite, occorra mettere nuovamemente in discussione l’immunità parlamentare e  la possibilità che un Presidente del Consiglio o Ministro possa non presentarsi in Tribunale quando impegnato negli affari di governo. Questo non implica però che il solo fatto di ricoprire tale carica possa rappresentare già “legittimo impedimento” al presentarsi alle varie udienze. Cioè, se un uno delle due cariche in questione non si presenta in Tribunale perchè impegnato a inaugurare una fiera, si dovrà concordare che l’evento non è una priorirà del governo. E che al posto di queste due cariche, centinaia di sottosegretari potrebbero esserne i rappresentanti.
Quindi, alla luce di questo ragionamento, la decisione su cui propendono in molti e me compreso, è basato proprio su questo assunto: contrariamente a quanto avverebbe adesso, sarà il giudice che deciderà, caso per caso, se la motivazione addotta dalle parti in causa come “impedimento” sia davvero “leggittimo”.

 

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