Povero nonno

Pubblicato: 5 febbraio 2011 in "Il Giornale" della concordia, Attualità

In via Negri, sede de “Il Giornale” al cui comando c’è il vecchio zio Tibia (cit.) scrivono che lo stop di Napolitano al decreto sul federalismo è avvenuto a causa di questioni formali: “procedurali violati e protocolli non rispettati”. Bazzecole.
Passa in secondo luogo il fatto che, dopo una la bocciatura in una commissione bicamerale (espressione dell’intero parlamento), si convochi uno celere Consiglio del Ministri Straordinario senza informare le Camere e si stili un decreto identico a quello bocciato nella bicamerale, con la speranza che nonno Giorgio possa emanarlo.
Però, obiettivamente, questa era proprio grossa. E troppo spudorata da poter trovare l’approvazione del Capo dello Stato. Il quale, con il suo solito tono docile, pacato e rilassato, ha rispedito il messaggio al mittente.
Figuriamoci se adesso Berlusconi, che sa di essere sotto scacco dell’amico Umberto se non si da una mossa con questo federalismo, sarà lì a riflettere su quello che ha combinato. Ne starà pensando un’altra delle sue, magari formalmente meno spudorata di questa che trovi l’appoggio di nonno Giorgio.

Il quale, viene annoverato,tra l’altro, nella lista rossa di zio Tibia nel suo consueto editoriale: infatti, l’Italia è un Paese per governare si deve sottostare “dal capo dello Stato ai magistrati, dai sindacati ai mezzi di informazione”. Tutti comunisti. Ex, post, o neo, poco importa.
Ora, aggiungere anche Napolitano in questa lista è giusto solo a metà. Il Capo dello Stato ha sempre firmato tutto. Tranne una porcheria terribile su una legge sullo statuto del lavoratori e il decreto Englaro, solo perchè non arrivò in tempo al Quirinale.
Ha sempre usato parole a mio avviso troppo cordiali e troppo dooolci (le due “o” in più non sono un errore) per definire lo stato attuale delle cose cui era chiamato ad esprimere un parere. Conflitti? Leggi ad personam in frantumi? Bagarelle Fini e Berlusconi? “Il dialogo e le riforme” era la frase tipica. Adatta ad ogni situazione.
Ecco perchè proprio nonno Giorgio non può prendersi il merito di far parte di quella lista. Sulle altre due categorie avrei qualche dubbio, ma possiamo discuterne..

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