Domani in commissione il nucleare tutto italiano

Pubblicato: 14 marzo 2011 in Articoli Ventonuovo.eu, Riflessioni personali

Nel 1995, il terremoto di Kobe in Giappone provocò seimilacinquqcento vittime.
Quello a cui abbiamo assistito (e ai cui effetti continuamo ad assistere) dell’11 marzo, è ben peggiore. Ad ora, secondo stime ufficiali, si contano ben diecimila morti (alcuni dei quali portati a riva dalle onde marine) e qualche migliaia di dispersi, di cui non si conosce la condizione.
Il tutto è nato, come ormai sappiamo, da un terremoto con magnitudo 8.8 della scala Richter con epicentro nel Nord del Giappone che ha causato uno tsunami con onde alte fino a 10 metri che hanno addirittura raggiunto le coste occidentali degli Stati Uniti d’America.
Rispetto per le vittime a parte, quello che preoccupa maggiormente il Giappone e tutta la comunità Internazione, è la questione delle centrali nucleari.
Vediamo una breve cronologia di quanto accaduto.

  • 11 marzo, ore 12.45 CET: L’IAEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica) riceve una nota informativa secondo la quale nell’impianto nucleare di Fukushima Daiichi, poco distante dalla capitale, si sono verificati dei problemi nonostante lo spegnimento dell’impianto e la mancanza di radiazioni rilevate mentre proseguono le operazioni di raffreddamento del reattore, nonostante lo shut-down.Qualche ora dopo, si verificherà l’evacuazione di un cerchio con centro nella centrale di 10 km di raggio, sebbene le radiazioni non siano state detectate.
  • 11 marzo, ore 20.30 CET: Autorità giapponesi informano che il terremoto ha causato un’interruzuione di elettricità e che i generetatori di riserva a diesel sono fuori uso a causa dello tsunami. Questo comporta che il sistema di raffreddamento è compromesso e che occorre implementare altre soluzioni in grado di ovviare al problema.
    In questo momento si si inizia a presagire quello che avverà ore dopo.
  • 12 marzo, ore 07.30 CET: Sebbene gli ingegneri si fossero impegnati per ristabilire il normale flusso ddi energia elettrica, la pressione del primo reattore nell’impianto succitato cresce. Qualche ora dopo, esplode il reattore in questione. Il cerchio dei 10 km si estende al doppio del raggio e inizia la distribuzione di iodio utilizzato per prevenire l’assorbimento da parte del corpo umano di radiazioni nocive. Muoiono i primi tecnici della centrale in questione.
  • 12 marzo, ore 21.10 CET: L’esplosione del primo reattore nell’impianto diFukushima Daiichi non ha causato la rottura del guscio di protezione appena esterno al reattore, che rimane pertanto integro. Esso infatti, costruito in particolare acciaio, ha resistito all’esplosione. Per sopperire alla mancanza della protezione esterna, letteralmente sbriciolata, si introduce acqua di mare mista a boro. Si detectano, nei pressi del reattore suddetto, le prime fuoriuscite di materiale radioattivo: Cesio-137 e Iodio-131.
    Il livello dell’incidente viene classificato, su una scala da 1 a 7, 4. L’incidente di Chernoby, dove anche il guscio esterno di cui sopra si distrusse, fu classificato livello massimo.
  • 13 marzo, ore 13.35 CET: Vengono implementati meccanismi in grado di ridurre la pressione anche per quel che concerne il reattore numero 3. Anche in questo caso si inizia a pompare acqua marina e non, con conseguente aumento della quantità di idrogeno.
  • 14 marzo, ore 01.30 CET: La situazione concerne la centrale viene aggiornata.
    Nel reattore 1 continuano le proccedure per il ripristino dell’energia elettrica e quelle di raffredamento con acqua marina.
    Nel reattore 2 avviene quanto scritto per il reattore 1 con la differenza che si cerca di implementareuna procedura tale da “rimuovere” il calore dal nocciolo (procedure used to remove heat from the core).
    Nel reattore 3, oltre a quanto scritto per i precedenti, si tiene sotto controllo la presenza dell’idrogeno, che provocherà la successiva esplosione.
    Nelle successive ore la quantità di radiazioni attorno alla centrale è molto alta rispetto ai limiti tollerabili e pari a quella che si potrebbe assorbire in un anno intero.
  • 14 marzo, ore 07.30 CET: A seguito dell’esplosione dell’unità 3 dell’impianto, si distrugge il guscio esterno, come avvenuto per la prima unità e quattro persone rimangono esposte alle radiazioni. Le altre unità sono in condizioni stabili.
  • 14 marzo, ore 12.47 (ora Italiana): Reuters avverte che il raffreddamento nell’unità 2 di Fukushima è molto problematico. Le barre di combustibile sono esposte all’ambiente circostante senza un’adeguata protezione.

Si capisce che la situazione è parecchio grave. La Svizzera, secondo la BBC rivede già le sue politiche circa la sicurezza del nucleare. E l’Italia? Domani in commissione parlamentare si tornerà a discutere.

 

Update ore 18.30: le barre di combustibile del reattore due sono sempre esposte all’aperto e il rischio di un inzio di un’incontrollata fusione nucleare con possibile conseguente esplosione del guscio più interno ancora intatto si fa sempre più vicino.

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