Come si evolve la situazione in Giappone

Pubblicato: 22 marzo 2011 in Articoli Ventonuovo.eu

Continua ad evolversi la situazione circa l’incidente nucleare che attanaglia il Giappone.
L’IAEA riporta, con una nota del 22 marzo 2011 (ore 4:15 UTC), che le autorità giapponesi registrano un significativo livello di radioattività nell’ambiente marino circostante l’impianto di Fukushima con conseguentemente presenza di un tasso di radioattività in taluni cibi, per i quali si cerca di porre già rimedio.
Inquinamento dell’ambiente a parte, la situazione rimane grave e pressoché invariata anche in queste ore le quali rispecchiano gli eventi descritti da Graham Andrew dell’IAEA che, in una conferenza del 21 marzo a Vienna, presenta un resoconto di quello che stesse succedendo in Giappone.
Per quel che riguarda il reattore 2 dell’impianto (in cui, nota l’IAEA, congiuntamente al reattore 3, si osserva un fumo bianco indice non di buone condizioni), la distribuzione di energia elettrica è stata ripristinata. Ricordiamo che un’esplosione avvenuta successivamente allo tsunami (che tra l’altro aveva messo fuori uso i generatori di energia elettrica a diesel di riserva) non aveva permesso di implementare le procedure necessarie a raffreddare il nucleo dell’unità. Analoga situazione per quel che concerne il reattore 3 e 4, in cui gli ingegneri lavorano per ripristinare la corrente elettrica. Tuttavia, eccetto per il 4, continuano le procedure di iniezione di acqua marina tese a raffreddare le unità in questione.
Le temperature delle unità 5 e 6, in continuità con quanto appena detto, continuano a scendere.
(Ricordiamo che i reattori 4, 5, 6, furono spenti prima del terremoto per questioni di manuntenzione).
Piccola parentesi: perché è necessario che la temperatura del reattore sia controllata sempre e mantenuta sotto una certa soglia? Semplicemente perché, in caso contrario, si avrebbe quella che in gergo tecnico si chiama fusione del nocciolo: le barre di combustibile iniziano a fondersi dando origine ad una reazione nucleare incontrollata che rilascia elementi radioattivi pericolosi per l’uomo.
Tornando al Giappone, il livello dir radioattività risulta troppo alto in un raggio di 58 km dall’impianto di Fukushima, anche se va detto che l’IAEA non esclude che fuori questo raggio possa esserci un livello pericoloso per l’uomo.
L’unità di misura che permette di comprendere questo tasso è data dal Sievert definito, facendo uso del Sistema Internazionale di misura, come rapporto tra un Joule (unità di misura dell’energia) e un Kilogrammo (unità di misura della massa). Sapendo che una dose “accettabile” di radioattività si aggira attorno a 0,1 microsievert, quello che è stato misurato nell’aria descritta sopra rientra in un range di valori tra 2 e 160 microsievert: un rapporto di almeno 20 volte.
Come si intuisce la situazione rimane grave ma, se confrontata con quanto descritto in questo articolo, si capisce che tende a stabilizzarsi e a raggiungere una sorta di equilibrio in grado di riportare fra qualche tempo, la situazione alla normalità.

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