Il direttore Smemorato

Pubblicato: 3 aprile 2011 in Attualità, Riflessioni personali

L’idea iniziale di questo post era di presentare delle critiche circa l’attuale situazione in cui giace l’Italia.
Da un lato la questione di un Parlamento sempre più espressione di soggetti antidemocratici che mandano a quel Paese la presidenza della Camera che, poveretta, cercava di ristabilire l’ordine; dall’altro la penosa situazione di Lampedusa che ha costretto il governo a prendere delle decisioni in tempo troppo breve e che lo ha portato a non mantenere la sua ennesima pomposa promessa; dall’altro ancora i tentativi fantastici della maggioranza per cercare di salvare Berlusconi dai processi, con l’ausilio del nuovo principe del foro Paniz.
Nell’ultimo post un brevissimo accenno alla “prescrizione breve” (dato che quella che si definisce ex-Cirielli non è abbastanza scandalosa) e un ritorno forzato al “processo breve”, altresì detto “morto” per l’incredibile capacità distruttiva.
Poi stamane ho comprato Libero che, lo ammetto, mi piace.

Il motivo è che ci scrive Vittorio Feltri e Belpietro, le cui idee sono quasi sempre diametralmente opposte alle mie.
E infatti, il direttore nel suo editoriale odierno, analizza qualche passaggio del processo Mills in cui è coinvolto il premier; processo definito già “morto” per via delle evidenti contraddizioni che sussiterebbero.
In particolar modo, scrive Belpietro, manipolazione “del reato per evitare la prescrizione”.

Prima riflessione: Mills fu condannato in primo grado per corruzione in atti giudiziari; l’appello lo ricondanna valutando però il reato come “susseguente”: l’avvocato inglese testimonia il falso e successivamente viene ricompensato da un tale Bernasconi, fido di Berlusconi. Ma questo il Libero direttore l’ha dimenticato (avrà letto le motivazioni della sentenza?).
Una seconda riflessione riguarda il corruttore. È palesemente assodato che Mills sia il corrotto perchè, sebbene sia stato prescritto, il fatto di aver ricevuto una mazzetta di 600.000 dollari è provato. Così come è certo che Mills avrebbe ricevuto la somma da Bernasconi forse, per conto di Berlusconi, come scrive nella celebre lettera, documento che ha permesso che partissero le indagini.
Ma questa fantomatica lettera, messa agli atti e conosciuta da chi, la politica e i guai giudiziari del Capo li conosce abbastanza bene, il Libero direttore l’ha dimenticata, perchè di tracce nel suo editoriale, neanche l’ombra.
Forse più che Libero, sarebbe meglio definirlo Smemorato.

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