La falla di Fukushima e il suo futuro

Pubblicato: 4 aprile 2011 in Articoli Ventonuovo.eu

Continua ad evolversi la situazione in Giappone per quel che concerne il disastro nucleare che sta avvenendo sotto i nostri occhi.
Vediamo di chiarire quanto sta succedendo e cosa è la falla da cui esce materiale radioattivo che ha contaminato l’acqua utilizzata per raffreddare il reattore.
Nel reattore n.2, avevamo precisato nello scorso articolo, si decise di modificare il modo con cui il reattore stesso venisse raffreddato per evitare la fusione parziale del nocciolo (che è avvenuta ugualmente): immagazinare l’acqua in un grande serbatoio in modo da essere poi pompata ed assolvere al suo compito.
La TEPCO, il 2 aprile, comunica all’IAEA, di un possibile percorso dal Turbine Building (luogo in cui si trovano le turbine in grado di pompare l’acqua) fino al mare che si origina a causa di una falla di una ventina di centimetri il quale conduce l’acqua inizialmente usata per raffreddare (e naturalmente contaminatasi) direttamente in mare, causando così l’inquinamento di quest’ultimo su cui l’impianto di Fukushima Daiichi si affaccia. La soluzione implementata è stata quella di cercare di otturare la falla con una colata di cemento anche se, tre ore dopo questo tentativo, viene comunicato all’IAEA che il livello di contaminazione resta comunque alto e ben oltre i limiti consentiti (che, tra l’altro, sono stati innalzati). Visti gli scarsi successi dell’impresa, la TEPCO ha pensato di usare particolari tipi di polimeri in grado di risolvere quello che è il cemento non è riuscito a fare, oltre all’installazione di sampling points (punti di controllo)per monitorare il livello di radioattività il quale, senza ombra di dubbio, rimane ad oggi 4000 volte oltre il normale nei pressi della centrale in questione.
Il pompaggio di acqua dall’esterno però continua. I reattori 1, 2, 3 hanno ancora temperature alte ed è necessario non fermarsi.
Per quel che concerne il livello di radiazioni, l’IAEA verifica in un raggio che va da 32 a 62 km dall’impianto di Fukushima Daiichi, un livello di radioattività che si aggira in un range tra 0,6 e 4,5 microsievert/h (il tollerabile, lo ricordiamo, era 0,1 microsievert); per quanto riguarda che la situazione nelle altre prefetture giapponesi, il livello rimane pressoché stabile.
Dati tecnici a parte, qualche appunto sul futuro dell’impianto.
I reattori 1 e 4, probabilmente smantellati. Vedranno serie opere di manutenzione il 2 e 3. Il 5 e il 6, come scritto negli articoli precedenti, sono stati spenti precedentemente al terremoto dell’11 marzo e non risultano essere in alcuna condizione critica.
Il governo giapponese non ha fatto alcuna considerazione sul futuro del nucleare, anche se in molti scommettono che Fukushima sarà un pretesto per fare meglio e andare avanti, pur ricordando che i finanziamenti alle altre energie rinnovabili continueranno.
Si ventila l’idea (ma questi sono solo rumors) ingabbiare tutto l’impianto di Daiichi in un grosso “guscio” di cemento, ripetendo quanto si è già verificato nell’1986 a Chernobyl.
A giorni, ulteriori aggiornamenti.

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