Spumante per Tedesco

Pubblicato: 7 aprile 2011 in Attualità, Riflessioni personali

Tra un pretucolo espressione più bieca del berlusconismo, un Dario Fò che da dell’ “imbecille” a Giovanardi e un manipolo di “fans” del Capo che, aufoninanziandosi, lo seguono per mari e monti, ho apprezzato con gusto la notizia della D’Amico ad Exit di ieri sera dell’autorizzazione all’arresto, da parte della Giunta per le autorizzazioni del Senato, di Alberto Tedesco.

Chi non ha la memoria corta, ricorderà questo nome. Con un conflitto d’interesse grande come una casa, fu scelto dall’attuale Nichi Vendola (governatore di Puglia) per divenire Assessore alla Sanità. Senonchè, il buon Alberto, dall’alto dei suoi affari personali nominava dirigenti dell’Asl secondo criterti molto opinabili perchè dovevano essere gli stessi che, in un futuro, avrebbero dovuto portare qualche spicciolo alle sue  aziende.
Per questo l’ex assessore fu accusato di corruzione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso. Ma fece giusto a tempo a rifugiarsi a Palazzo Madama perchè un tale Paolo De Castro si beccò il posto al Parlamento Europeo.
A febbraio, la magistratura barese decise di inoltrare formale richiesta alla Commissione pertinente del Senato affinchè desse l’autorizzazione all’arresto del Tedesco che, forse, non si sarebbe mai dimesso.

Ci sono però due aspetti da sottolineare, che sono sfuggiti ai più. Uno dei due, lo ammetto, a me.
Primo. La doppia morale di Tedesco il quale, in un certo senso, proponeva ai suoi colleghi dell’opposizione di votare a favore dell’arresto perchè fiducioso di poter provare la sua innocenza; dall’altro inoltrava ai colleghi senatori tutit relazioni per dimostrare l’accanimento dei giudici contro di lui, tra l’altro smentito dal Pdl stesso, il quale ha votato per il salvataggio dell’ex assessore (regola del mutuo soccorso).
Secondo. Se è vero che la Giunta ha deciso di autorizzare l’arresto di Tedesco, è pur vero che sarà chiamato il Senato tutto a votare sulla questione. Ma in questo caso, il voto è segreto e potrà capitare che qualche collega del Pd sposi la linea del mutuo soccorso dei colleghi politicamente avversi e decida di salvare il senatore. Perchè, se il voto è segreto, non si conoscerà il voto nominale e non si saprà della coerenza/incoerenza dei senatori che ieri hanno votato per l’arresto.

Aspettiamo quindi a stappare lo spumante. Riserviamocelo per quando Tedesco sarà fuori da Palazzo Madama.

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