La scala INES applicata a Fukushima

Pubblicato: 12 aprile 2011 in Articoli Ventonuovo.eu

Si definisce INES (International Nuclear and Radiological Event Scale) scelta dall’IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) e dall’ OECD (organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo), una “scala” con il preciso scopo di stabilire in maniera pressocchè inequivocabile e scientifica, l’impatto di un incidente nucleare, valutato in base alla quantità di radiazioni dell’ambiente.. I gradi della scala sono sette e permettono di classificare in maniera abbastanza precisa quanto potrebbe avvenire nel caso suddetto. Si parte quindi da un livello “zero” corrispondente a “Deviation (no safety significance)” , (nessun significato particolare), ad un livello “sette” corrispondente a “Major accident” (incidente massimo), passando per un “cinque”, corrispondente a “Accident with wider consequences” (incidente con conseguenze più ampie di alcune locali). Il grado, ora, in cui si trova l’impianto di Fukushima Daiichi è il maggiore, cioè il settimo. Ricordiamo brevemente quanto successo. Dopo lo tnunami, seguito al terremoto dell’11 marzo, il livello sulla scala INES fu fissato a 4, in quanto furono registratii danni “locali”, circoscritti all’ambiente appena attorno la centrale (sebbene per precauzione ffu sgombrato un raggio di 20 km). Successivamente, in data 18 marzo, come presentato in uno scorso articolo, il grado fu innalzato a livello 5 a causa delle ripetute esplosioni e a fuoriuscite maggiori di materiale radiattivo. Infine, a seguito dell’ultima scossa di terremoto e alla luce di tutto quanto avvenuto fino a questo momento, la Tepco, dietro comunicazione all’IAEA, ha annunciato il passaggio al grado ultimo della scala INES. A questo proposito tre considerazioni, di carattere puramente scientifico. Prima. Se nei giorni scorsi si paragonava quanto stesse accadendo a Chernobyl, adesso il paragone risulta più appropriato e supportato dall’innalzamento al grado sette sulla scala INES, perchè anche l’incidente dell’1986 fu classificato come il massimo in fatto di impatto. Seconda. La NISA -come presentato sul sito web dell’IAEA- suggerisce che il materiale radioattivo rilasciato nell’atmosfera è pari al 10% di quello rilasciato durante l’episodio di Chernobyl. Questo dato non può rappresentare una rassicurazione ma mette in luce il fatto che eguagliare Fukushima al più grande incidente nucleare presuppone chiarezza, cautela e conoscenza. Perchè, come già discusso negli articoli precedenti, i due impianti, da un punto di vista strutturale, rimangono strutturalmente differenti tra loro. Terza. Il grado sette assegnato in questo momento, rimane provvisorio e non si esclude, sebbene una piccola possibilità, che possa diminuire. A giorni, ulteriori aggiornamenti.

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