Fukushima, fusione e prima vittima TEPCO

Pubblicato: 14 maggio 2011 in Articoli Ventonuovo.eu

La situazione a Fukushima, sebbene il disinteressamento dei principali mezzi di comunicazione di massa, continua ad evolversi.
Japan Times riporta, qualche giorno fa, che nel reattore numero 1 di Fukushima Daichii si è verificato quello che si cercava non si verificasse: fusione parziale delle barre di combustibile dovute ad una quantità d’acqua non sufficiente a raffreddare l’intero sistema.
La situazione ora si è stabilizzata e il reattore in questione viene dichiarato “safe” (sicuro) essendo la temperatura del liquido in questione nella norma. Non sia però questa condizione, illusoria del fatto che i problemi sono tutti risolti: la TEPCO rivela che è presente una falla nel reattore numero 1 che ha provocato la fuoriuscita di acqua radioattiva (la fusione del nocciolo ha incrementato il livello di radiazioni provocando così l’inquinamento del liquido raffreddante). La soluzione adottata dalla TEPCO è stata introdurre alcuni generatori di aria fredda in grado di far circolare l’acqua nella giusta direzione (favorendo lo smaltimento di quella radioattiva) e raffreddare contemporaneamente quella presente.
Nonostante il nuovo sistema implementato, si è comunque pensato di introdurre una quantità d’acqua superiore a quella richiesta in linea teorica. Questo però, come già scritto nei precedenti articoli, ha portato all’aumento della probabilità di incendio (eccessiva concentrazione di idrogeno), il quale si è verificato poco dopo la fusione.

Ma non è finita qui. Si è registrata la prima vittima della Tepco, intenta a riparare l’impianto di raffreddamento di cui sopra.
Si tratta di un operaio sessant’enne il quale, riporta Japan Times, è stato esposto alla dose totale di 0,17 mS per un’ora prima di essere condotto al centro medico. Ora, nonostante il governo giapponese avesse ritenuto sensato alzare la soglia di tollerabilità radioattiva a circa il doppio di quella precedentemente accertata, c’è da notare che la dose di radiazioni a cui è stato esposto l’operaio era sotto il livello legale massimo. Il che porta apre una discussione sulla possibilità di riconsiderare il livello massimo tollerabile di radiazioni assorbibili.

A giorni, ulteriori aggiornamenti.

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