La delicata questione nucleare italiana

Pubblicato: 27 maggio 2011 in Articoli Ventonuovo.eu

Al di là di mere strumentalizzazioni politiche e nel caso il quesito referendario circa il nucleare rimanga valido (al momento manca la firma di Napolitano e la decisione della Cassazione ed eventualmente quella della Consulta), il popolo italiano è chiamato ad esprimere la sua opinione circa il ritorno dell’energia nucleare. Una decisione che, viene da pensare, dovrebbe essere suffragata da una seria riflessione che conduca ad un’opinione razionale che tenga in conto sia aspetti sia sociali che tecnici, considerando entrambi a pari livello di importanza.
C’è tuttavia, un’eccessiva presenza di passione nelle posizioni antinucleariste. Nel senso che la parziale informazione circa questo tema, continua non permette una lucida e personale analisi che sfoci nella riflessione di cui sopra.
È indubbio che l’attuale tecnologia nucleare contenga limiti per il momento invalicabili. E di questi, almeno quattro meritano di essere citati.

Primo: le scorie. La presenza di plutonio nelle scorie rappresenta il principale problema che conduce allo stoccaggio del materiale radioattivo per un periodo umanamente improponibile.Secondo: la costruzione degli impianti. Il tempo di costruzione e gli investimenti necessari all’edificazione dei siti atti alla produzione di energia nucleare risultano essere troppo grandi e prevedono uno spropositato numero di soggetti per la buona riuscita dell’operazione.

Terzo: il costo del “kilowattora” prodotto. Le stime sul costo complessivo di un impianto del genere, sono risultate quasi sempre errate perché in corso d’opera si è dovuto adattare il progetto perché non conforme a controlli che, contemporaneamente alla realizzazione, venivano effettuati.

Quarto: i danni collaterali. L’ecosistema in cui anche l’uomo si trova a vivere ne risente. Il ciclo alimentare è il primo bersaglio che soffre di processi stocastici in grado di modificare geneticamente i cibi futuri.

Però se la visione circa il nucleare si ferma qui, probabilmente ci si perde il meglio.
Nel senso che ricerche d’avanguardia sono al centro della comunità scientifica. In questo giornale si è parlato dell’esperimento bolognese circa una “reazione nucleare a bassa energia”, della fusione nucleare e del futuro della fissione nucleare implementato in centrali che non esistono, ma che hanno una forma ben precisa nella mente degli scienziati. In cantiere c’è altro e chi ne avrà voglia, potrà tenersi aggiornato anche su questo giornale.
Il motivo per il quale sono state presentate anche queste realtà “nucleari” non va ricercato nel solo “dovere di cronaca”, ma anche nel tentativo di spiegare che l’equazione che vede al primo membro la parola “nucleare” e al secondo “pericolo da evitare” non è valida per chi usa anzitutto la razionalità, prima delle passioni.
L’augurio è che, ciascuno di noi, possa votare secondo coscienza. Ma che non si precluda, qualunque sia la decisione presa, la possibilità di sostenere il nucleare in un futuro che non tarderà ad arrivare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...