Il compromesso di Di Pietro

Pubblicato: 24 giugno 2011 in Attualità, Riflessioni personali
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Premessa: chi si è stupito nell’aver ascoltato Di Pietro dire che nella “sinistra” non si riconosce, non si meravigli più di tanto e rispolveri qualche ricordo del passato che ha visto la vittoria del federalismo grazie al “si” di tutto il suo partito e grazie al solito silenzio-assenso del Pd.
E chi si è stupito nell’aver visto Di Pietro sedere e addirittura parlare con Berlusconi, non gridi allo scandalo. Il secondo resta e rimane, fino ad eventi di forza maggiore, il Presidente del Consiglio. Il quale, nel lontano 1994, propose addirittura il Ministero dell’Interno all’exx-pm di Mani Pulite.
E veniamo alla provocazione di oggi.
Chi crede nel bipolarismo, o sta di qua, o sta di là. O con Bersani o con Berlusconi. O meglio, così dovrebbe essere, perché il Terzo Polo quasi non fa testo.
Di Pietro è un’eccezione, perché si rende conto di aver animato le più grandi piazze antiberlusconiane e di aver proferito non certo belle parole nei confronti del Capo, pubblicizzando e promuovendo referendum su questione di interesse generali che cozzavano con l’idea dei governi berlusconiani.
Dall’altro lato poi, c’è Bersani. Quello della a favore della privatizzazione dell’acqua fino a qualche tempo fa, promotore dei 4 “si” all’ultima ora. E con Bersani, via tutti i membri del Pd che, spiace dirlo, non si discostano parecchio dalla linea del leader e qualora si discostino, non mi risulta che abbiano una gran voce in capitolo.
E allora Di Pietro cosa è costretto scegliere? Un compromesso.
Fermo restando che Berlusconi deve dimettersi per le miriadi di promesse non mantenute, per i suoi guai giudiziari e per lasciare posto a qualcun altro dei suoi affinchè un nuovo schieramento di centrodestra -almeno sulla carta- venga creato, qualora arrivino proposte serie come la riforma fiscale o il decreto per l’abolizione delle province (e qui ringraziamo il Pd), perché non appoggiarle? Può essere il solo fatto che a proporle sia stato il governo Berlusconi un motivo sufficiente per non condividerle?
Può quindi essere accusato di inciucio l’ex Pm o essere etichettato come incoerente anche dai suoi stessi sostenitori? Giochiamocela questa scommessa.

Almeno Di Pietro sembra essere favorevole a grandi riforme. Il Pd, invece, di riforme non parla. O parla talmente in silenzio che qui da me, non si sente nulla. O peggio, fa i regalini a Berlusconi, come è già successo con l’indulto, il decreto intercettazioni, il conflitto di interesse…

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