Bilancio della Conferenza Ministeriale sulla Sicurezza Nucleare

Pubblicato: 27 giugno 2011 in Articoli Ventonuovo.eu
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Si è conclusa nella giornata di venerdì scorso la Ministerial Conference on Nuclear Safety, la cui apertura è stata presentata in un precedente articolo di questo giornale. E poiché il pezzo appena citato prendeva spunto dalle dichiarazioni del Direttore dell’IAEA Mr. Amano (nella foto), sembra opportuno riprendere le sue considerazioni conclusive per tracciare un bilancio in merito agli obiettivi che questa Conferenza si è posta, alla luce del fatto che essi rispecchiano in buona parte, gli auspici del Direttore stesso.

Infatti, idee come il miglioramento dei protocolli dell’IAEA circa la sicurezza degli impianti, la revisione periodica da parte di esperti super-partes degli stessi, la necessità degli Stati membri di legiferare sui temi in questione e la crescita del ruolo dell’IAEA come nodo centrale attraverso il quale passano informazioni pertinenti, hanno trovato concretizzazione.

Lunedì infatti, come citato nell’articolo di cui sopra, è stato firmato un accordo: il Ministerial Declaration, documento che racchiude in esso tutto la responsabilità di cui gli Stati membri che si esprime nell’elenco di cui sopra a cui, volutamente, manca una voce: Fukushima.

Non è un caso infatti che il primo articolo dell’accordo vada a ricordare che i ministri dell’IAEA tutta “esprimono compassione e solidarietà” nei confronti delle vittime dello tnumani dell’11 marzo, e si impegnano “a continuare ad assistere il Giappone nei suoi tentativi di mitigare e superare le conseguenze del disastro” nucleare.

Ma il direttore avverte, con tono quasi perentorio: sebbene il Ministerial Declaration non sia un “processo”, quanto piuttosto un “risultato” ed un “successo”, il primo obiettivo è “tradurre in azioni” quanto scritto su carta, affinché “gli impianti nucleari siano quanto più umanamente sicuri possibile, quanto più velocemente possibile.”.

Non c’è dubbio che questo sia il passo appena prossimo da intraprendere, ma ricordiamo l’importanza dell’incidente di Fukushima, del quale questo giornale si è occupato: esso ha rappresentato un pretesto fondamentale affinché gli Stati membri fossero ancora di più stimolati ad impegnarsi in un tema come la sicurezza nucleare che, come si è presentato nel pezzo succitato, è una questione davvero troppo attuale per essere presa a cuor leggero.

Per concludere, un breve inciso: nel Ministerial Declaration, all’articolo 3 c’è il riconoscimento da parte dei firmatari dell’accordo del fatto che non tutti gli Stati membri abbiano scelto di adottare politiche atte alla produzione di energia attraverso il nucleare. Questa scelta però non rappresenta motivo di esclusione dal dibattito che deve chiaramente tener conto, come in un organismo democratico che si rispetti, anche dell’opinione diametralmente opposta a quella dominante.

Questo a dimostrare l’imparzialità e la “serietà” di un’agenzia internazionale come l’IAEA.

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