Il test dell’E-Cat ad ottobre

Pubblicato: 11 settembre 2011 in Articoli Ventonuovo.eu

C’è un evidente fermento all’interno della comunità scientifica tutta e nelle menti di chi ha a cuore il problema dell’energia riguardo la questione dell’Energy Catalizer (da adesso in poi, abbreviato E-Cat), di cui abbiamo già discusso qui. Nel senso che, sebbene sia passato del tempo da quando il progetto è stato lanciato, le circostanze relative al dispositivo in questione si sono letteralmente evolute: una teoria scientifica è stata avanzata e all’interno dei ranghi di eminenti fisici ci si confronta appassionatamente circa la validità; il problema dell’aumento incontrollato di produzione di energia con conseguente raggiungimento di un “punto di rottura” è stato risolto; l’incontro del creatore dell’E-Cat con importanti vertici della NASA ha suscitato qualche attenzione; l’annuncio di un test in suolo americano circa un impianto basato su questa tecnologia in grano di produrre una potenza di 1 MW, ha acceso qualche speranza.

Il test, che dovrebbe avvenire un giorno imprecisato di ottobre davanti ad una schiera di scienziati esperti in materia e a giornalisti altamente qualificati, racchiude in sé il futuro dell’E-Cat. Gli scenari delineabili sono sostanzialmente due. Se l’esperimento dovesse concludersi con un successo che dimostri l’evidente vantaggio di un reattore in grado di produrre una gran quantità di energia, pulita ed estremamente economica, repentinamente si accenderebbe un grande dibattito circa la convenienza degli investimenti in altri settori della ricerca energetica. Nel senso che, in relazione a quanto presentato qui, i costi per il mantenimento del progetto ITER e DEMO sono particolarmente elevati e coloro i quali investono il loro capitale a favore di questo tipo di ricerca potrebbero decidere di appoggiare in misura minore idee del genere. Non è certo automatico che questo scenario trovi concretizzazione, ma non è nemmeno così irrazionale pensare che qualcuno verrà “meno considerato”. Si pensi, giusto per fare un altro esempio, alle centrali di quarta generazione, già fortemente osteggiate nella loro semplice idea. L’altro scenario è simmetrico al primo: se l’esperimento non dovesse andare a buon fine, perché oggetto di malfunzionamenti improvvisi o effetti collaterali non previsti in fase di prova, si potrebbe rinunciare alla messa sul mercato della tecnologia, certi però che essa rimanga argomento di discussione degli addetti ai lavori e che si cerchi di risolvere tutti gli eventuali problemi scaturiti dall’esperimento, per testarla nuovamente quanto prima.

L’appuntamento pertanto, è ad ottobre. Non ci resta che aspettare e restare a vedere quale piega prenderà il futuro. Qui, un ottimo link per tenersi aggiornati.

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