Rimborsi corretti si, altrimenti si rischia una deriva antidemocratica

Pubblicato: 9 aprile 2012 in Uncategorized
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Pura demagogia il ripetere che i partiti non debbono beccarsi il becco di un quattrino pubblico. 
Essi, Costituzione alla mano, rappresentano il popolo. Si impegnano a rappresentarlo in Parlamento e per attuare tale compito usano del denaro che non può evidentemente essere lo stesso che ciascuno dei componenti del partito percepisce.
C’è bisogno di altro denaro, per coprire le spese per partito, le traferte, le campagne, le manifestazioni di chi ha il dovere di rappresentare il popolo.
Tale costo deve obbligatoriamente gravare sui cittadini che supportano i partiti stessi attraverso lo Stato.

Il corto circuito terribile nasce nel momento in cui la mente malata dei politicanti italiani ha deciso di beccardi 4.5 volte in più del denaro che effettivamente il proprio partito spende.
Questo si che è completamente ingiusto. Ogni altro aggettivo sarebbe superfluo.

Ma così, giusto qualche provocazione: con la fiducia ai partiti attorno al 5% (evidentemente si contano solo i familiari/amici intimi dei politici) quanti di noi darebbe anche un solo euro per un partito?
Probabilmente qualcosa in più del 5%, certo, ma mai abbastanza da poter campare.
E allora? Cederemo il passo alla demagogia e al qualunquismo permettendo ai magnati di investirci per trarre profitto? Che fine farebbe dunque la democrazia?

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