La Costituzione bistrattata

Pubblicato: 16 gennaio 2013 in Riflessioni personali
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Nel bene o nel male, per semi-citare Gramellini, l’Italia nella quale oggi viviamo è il frutto del secondo conflitto mondiale, caratterizzato dal più alto spargimento di sangue della storia, che ha coinvolto innocenti che da un giorno all’altro si sono ritrovati con un fucile in mano a combattere per la propria Patria, qualunque essa fosse.
Quello che abbiamo oggi è il frutto sudato o ottenuto a suon di sanguinei sacrifici, lasciatoci da coloro che avevano più fegato di noi stessi, pronti ad imbraccare il fucile anche quando la guerra pareva finita.
Gli stessi che successivamente hanno dato la luce la Costituzione (per citare Togliatti), emblema della repubblica, della democrazia e fautrice dell’applicazione del motto illuminista, che a malapena si studia nelle scuole: libertà, tolleranza e fratellanza.

Abbiamo ricevuto in dono, noi generazioni moderne, uno Stato eccezionale: la culla della cultura e del sapere (l’Impero Romano) si è voluto probabilmente sino al momento più alto che potesse raggiungere, ed archetipo dello stesso è stata proprio la Costituzione.
La quale negli anni a venire, lentamente, è stata soggiogata, beffata e usata a proprio uso e consumo.
Piace però osservare come tale situazione si sia ingigantita fortemente in questi ultimi anni.
Si parlava di modificarla (e non sarebbe certo male) per diminuire il numero dei parlamentari (come se questo risolvesse il problema del debito pubblico); si discuteva della modifica dell’articolo 41, come se fosse la manna per eliminare l’assurda burocrazia italiana in merito allo sviluppo dell’impresa; addirittura qualcuno con troppo poco potere pensò bene di proporre un cambio dell’ordinamento, propugnando la repubblica semipresidenziale secondo il modello francese.

Ma ci sono degli attacchi più subdoli, più meschini: il dilagare dei movimenti di chiara affermazione fascista e rivoluzionaria come soluzione ai problemi italiani da un lato, e l’accondiscendeza altresì infame che quasi tutti i movimenti politici dimostrano nei confronti del problema.
E accade così che nel PDL ci siano elementi picchiatori nel passato che paiono oggi colombe, per nulla inclini a denunciare questo fenomento.
Ma anche che il Movimento 5 Stelle, e nella fattispecie il leader carismatico Grillo, non si sbilanci nel professarsi fascista o antifascista, lasciando intendere la sua massima disponibilità nell’accogliere un membro di Casapound, perchè tutto sommato avrebbe “le carte in regola”.
E mentre qualcuno si indigna, un solo grillino si dimette e i politici fanno finta di non sentire nulla, la minaccia che la Costituzione venga bistrattata ancora una volta, è sempre più alta.
Ma se ciò avvenisse, sarebbe più che un male, perchè significherebbe gettare l’eredità consegnataci nelle mani populisti facinorosi.

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